Obrigada

Nel bel mezzo di un periodo lavorativo molto intenso, io e Gio abbiamo deciso di scappare per un weekend lungo e così da un giorno all’altro abbiamo prenotato volo e Airbnb.

Destinazione: Faro (Portogallo)

Cosi venerdì mattina col volo TP821 delle 6.05 siamo partiti.

Scalo a Lisbona di un’oretta e poi altro aereo, sempre della TAP, verso l’aeroporto di Faro.

Là, la nostra amica Maria, nel suo ultimo giorno di vacanza a Fuseta e soprattutto nel giorno del suo compleanno, ci è venuta a prendere in aeroporto. Per pranzo, sul luogo mare di Fuseta, io ho ordinato dei crostini super mega agliati con i gamberi e Gio degli spiedini di pollo spicy innafiati di Imperial (birra). Tutto ottimo. Abbiamo poi passeggiato nel piccolo paese fino ad arrivare a casa sua.

Programma della serata: amici, pollo piri piri (STRABUONO!) e vino Casal Garcia. Tanto vino. Tanto.

Dopo 23 ore in piedi, abbiamo salutato e ringraziato Maria e famiglia e abbiamo chiamato un Uber che ci ha portati alla nostra casetta sulla spiaggia di Faro.

Dal momento in cui Gio ha aperto la porta, recuperando la chiave sotto lo zerbino, a che mi sono addormentata devono essere passati dai 10 ai 15 minuti.

La mattina ci ha accolto con il rumore dell’oceano e il sole che si affacciava alla nostra finestra.

Un capolavoro di panorama.😍

Avete presente quando guardando i film uno sogna la casa sulla spiaggia? Ecco, così.

Tra l’altro una spiaggia libera e poco frequentata. Scendere scalza, in costume con il solo salviettone in mano non ha prezzo.

Ma, prima cosa da fare, principalmente per garantire il mio buon umore (maledetto brutto carattere!), è colazione. Così nel barettino vicino casa, abbiamo mangiato quattro pastelaria (un dolce tipico con crema pasticciera in cestini di pasta sfoglia), e bevuto due freschissime spremute d’arancia.

Così la giornata è iniziata come si deve.

Ok, vado un po’ più spedita nel racconto…

Il primo giorno abbiamo cazzeggiato in spiaggia. Preso il sole, raccolto conchiglie e soprattutto riposato. Per pranzo da Ze Maria, sotto casa, io ho mangiato un buon calamaro alla griglia e Gio un filetto di tonno. L’insalata di contorno (pomodori, cetrioli e cipolle), era davvero super.

Poi ancora spiaggia. Fino all’ora dell’aperitivo consumato sul nostro balcone vista meraviglia. Patatine e birre Super Block.

Doccia e Uber fino al centro di Faro dove abbiamo mangiato delle frittissime Tapas a base di salsicce piccanti e delle patatine… fritte, ovviamente. Passeggiata nel caratteristico centro storico, un po’ di shopping e a casa.

Con le onde a cullarci abbiamo dormito fino alle 8.30.

Alle 9.30 il traghetto (costo solo andata per due 3.80€) ci ha portato in una ventina di minuti al centro di Faro dove, dopo colazione e l’acquisto di una stupenda piastrella, in una stupenda bottega, alle 12.00 abbiamo noleggiato il potentissimo scooter che ai 60kh ci ha portati a Sagres.

Prima di arrivare a destinazione, dopo quelle due ore di culo a pezzi, ci siamo fermati a Lagos per mangiare due avocado toast. Abbiamo passeggiato brevemente in questo centro, molto più turistico rispetto a Faro, per poi rimetterci in viaggio.

Altri 30 minuti per scorgere già da lontano le imponenti scogliere a strapiombo sul mare. Abbiamo parcheggiato sotto al faro per restare totalmente incantati dal posto.

Il mare blu, le scogliere grigie, le onde, la schiuma bianca, le vertigini, il cielo azzurro e un orizzonte così lontano da essere sfumato.

Un bar, un museo è un negozio di souvenir. Fine.

La fine del mondo, sia come bellezza che come storia.

Sì, perché quel punto della Terra, Cabo de San Vicente, segnato anche con il Km 0, si pensava fosse letteralmente la fine del mondo.

La terra si credeva fosse piatta e si era convinti che oltre quella scogliera non ci fosse più Terra e che, ad un certo punto, l’oceano cadesse, quindi, nel vuoto.

Affascinante trovarci lì.

Foto foto e foto per poi riprendere lo scooter per tornare.

Ma qui ecco che guido io!   Risultati immagini per ACHTUNG!

L’ultima cosa a motore e a due ruote che avevo guidato, era il mio Garelli quando avevo 14 anni. Quindi, tutto sotto controllo!

All’altezza di Lagos, dove avrei dovuto destreggiarmi in mezzo alle macchine e gente, dopo una mezz’ora, ho preferito cedere il mezzo a Gio per evitare disastri. Inesperta e coraggiosa, ma non incosciente!

All’ora dell’aperitivo siamo scesi in un altra cittadina: Albufeira.

Una passeggiata (scalza, causa una bolla sul piede da infradito), e due piña colada prima di rientrare definitivamente alla Praia de Faro. Alla nostra casa sulla spiaggia.

La mia ustione sulle cosce e sui piedi ormai evidenti come quella sulle braccia di Gio, sono stati solo uno dei souvenir della bellissima giornata.

Notte.

Mattina in spiaggia, dove eravamo praticamente solo noi, e intorno a mezzo giorno ci siamo diretti all’aeroporto per il ritorno.

Bella, bellissima vacanza. E queste foto di Gio mi emozionano come non so spiegarvi.❤️

Un posto che consiglio vivamente, e che sarà speciale anche per voi se (ma questo vale per tutti i posti) se ci andate con la persona giusta.

Come ultima cosa volevo darvi l’informazione che tutti starete aspettando: la birra l’ho pagata 90 centesimi. Già.😉

viaggiARTI

Dall’ultimo articolo sono successe un botto di cose…

Sì, mai più una pausa così lunga! Ma spesso devi scegliere se fare o raccontare, perché le ore di una giornata son sempre e solo 24. Era il momento di fare, di vivere.

I miei lavori procedono dandomi grandi soddisfazioni in certi casi, delusioni in altri e creando dilemmi esistenziali in altri ancora.

Ma oggi e qui vi racconterò di come ho iniziato il mio settembre stretta a Gio, in sella ad una moto in direzione Toscana.

Il giorno della partenza pioveva, ma noi preparati a tutto (brandizzati completamente Tucano Urbano) ci siamo vestiti da pioggia, e via. A mie spese ho scoperto che uno zainetto, se pur piccolo, con le vibrazioni alza il giubbino scoprendo tutta la schiena. 😑 Me ne sono accorta dopo un’ora… fradicia.

Tra le cose belle della moto è che con l’aria ti asciughi presto.

In poche ore siamo arrivati a Riomaggiore. DA TOGLIERE IL FIATO. Era la mia prima volta nelle Cinque Terre. Ogni scorcio è un quadro. I colori delle case, la roccia, lo strapiombo su un mare di un blu così intenso da farti perdere. Gio aveva prenotato (con Airbnb) la camera più bella e nella posizione migliore di tutta Riomaggiore. colazioni e aperitivo alla finestra, accarezzati dallo scroscio delle onde infrante sotto di noi. Un cielo che per essere all’altezza del panorama ha fatto davvero magie…

Un pomeriggio abbiamo preso il trenino e abbiamo visitato gli altri paesi delle Cinque Terre. Abbiamo cenato nella terrazza coperta del ristorante Rio Bistrot, guardando il mare tormentato. ANDATE A MANGIARE DA RIO BISTROT! Sono serissima, andate! Tutto buonissimo, ma la pasta con pesto di pistacchi, bottarga e scampi crudi… non ve lo so trovare un aggettivo per questo cibo degli Dei. Andate e mangiatela.

Passati un paio di giorni, abbiamo ripreso il Guzzi e ci siamo rimessi in viaggio. Tappa per il pranzo a Talamone a La Locanda dei Mille dove i salumi erano davvero buonissimi. Passeggiata lungo le Mura fino alla Rocca aldobrandescada che ospitò alcuni volontari che s’imbarcarono per la spedizione dei Mille. Infine, il nostro tipico giro lungo il molo fino al Faro e di nuovo in sella sulla SS1, la via Aurelia.

Arrivati a Porto Ercole abbiamo lanciato letteralmente le borse in appartamento e siamo volati al mare.

…come faccio a racontarvi 5 giorni di mare stupendo, tramonti, cene, strade che in moto diventano una parte del tuo cuore… Fermarci, abbracciarci… Respirare anche con gliocchi per tanta meraviglia. Gli sterrati col V7, la polvere e stringermi fortissima a Gio…

Ogni istante resterà con me per sempre. ❤️

Ma parliamo di cibo.

a La grotta del Pescatore abbiamo mangiato bene, non benissimo, ma il vino. Il vino sapeva di sudore. Giuro. Da non ripetere.

Da Luca, nel suo Le Plaisir Du Vin, l’esperienza enogastronomica è stata davvero interessante e ottima. Non a buon mercato, è vero, ma abbiamo mangiato piatti davvero particolari e ricercati.

Vi segnalo positivamente anche l’Alcina Hostaria, dove abbiamo dovuto prenotare tipo il giorno prima per mangiare alle 10 della sera dopo (pazzesca l’affluenza in questo ristorante con una ventina di coperti), ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo mangiato davvero bene! L’antipasto micsto consigliato dallo Chef è stato un percorso di sapori ottimo.

Per gli eventuali take away, vi consiglio il Sandwich Club e se optate per la pizza da Grano è buonissima.

Di tutte le spiagge ho preferito quelle rocciose, dove l’acqua realizzava opere d’arte pazzesche. La minicrociera sull’Isola del Giglio e Giannutri ci ha regalato una giornata perfetta. Tuffarci dalle rocce, guardare i pesci con le maschere, arrampicarci per risalire. I riflessi del sole sulla nostra pelle, i sorrisi. Il risotto ai frutti di mare e il fritto misto (sì ho fame e parlo continuamente di cibo, ok?!) durante la navigazione, seduti tra gli anziani e una coppia straniera. Il mio tentativo di parlare francese, mentre Gio come sempre a suo agio tra i vecchi, tentava di aiutarmi, ma in inglese. Le risate.

Poi nel tardo pomeriggio il rientro. Il giro completo dell’Argentario, le stradine sterrate a strapiombo sul mare, nessuna protezione. Fermarci per ammirare il tramonto da un punto del mondo solo nostro. La perfezione. La felicità. La pace.

Dopo alcuni giorni, con il pieno di meraviglia, abbiamo ripreso il nostro viaggio. Direzione Siena. Una mattina tra i sui vicoli che sfociano nella famosissima piazza. Dicese e salite in uno spiazzo davvero immenso. Per il pranzo abbiamo optato per fermarci, poi, a Colle Val d’Elsa a L’Antica Trattoria dal sciur Enrico. OTTIMO. Dai salumi, alla trippa che non  mangiavo da 1000 anni ai secondi di carne. Non economico, ma ne vale la pena.

A San Giminiano abbiamo alloggiato alla Fattoria Voltrona, un posto bellissimo immerso nelle colline toscane, con piscina, cavalli, un ristorante panoramico, dove mi son ripromessa di tornare per rivedere con un po’ più di calma sia Volterra che San Giminiano dei quali posso solo dire: belli e l’aperitivo buono. 😉 Ah, ve la do comunque una dritta: Porgi l’altra Pancia nel centro storico di Volterra. E’ tra un’enoteca e una gastronomia; noi abbiamo fatto un ottimo aperitivo e abbiamo comprato un sacco di cose, dall’olio, ai dolci.

E poi il giorno del ritorno è arrivato. Ancora pioggia, fino a Firenze, ma questa volta sono arrivata tutta asciutta.

Che vacanza! Scrivo scuotendo la testa perché è stato davvero un viaggio perfetto.

Chi di voi volesse fare un viaggio e prenotare come abbiamo fatto noi con Airbnb può avere 25€ di sconto cliccando ⇒QUI⇐ .

Qui il video emozionante realizzato da #giovaife

Grazie ovviamente a Gio per la sua solita organizzazione impeccabile, per essere esattamente così com’è e per le foto che ci ricorderanno sembre la bellezza vissuta in questa vacanza.

Più riassunto di così era impossibile.

Angela

 

 

Romagna… Romagna miaaa…

Riassumere dieci giorni di vacanza in un articolo sarà davvero un’impresa. Un po’ perché quando sono felice tendo vagamente ad essere prolissa, e un po’ perché avrei talmente tante cose da scrivere che non so da dove iniziare!

Nel dubbio partirò dall’inizio… mi sembra una buona idea… 🤣

Siamo arrivati venerdì sera, il tempo di sistemar due cose e andare a dormire. Viaggiare con il fresco, o almeno senza 82.000° non ha prezzo.

Il primo obbiettivo dell’indomani era PIADINA CRUDO E SQUACQUERONE.

Biciclette vintage ed espressione soddisfatta, ci siamo quindi diretti verso LA piadineria. Da Chiara e Sergio a Lido Adriano (RA) si mangia la piadina più buona della vita. Va provata, non potrei scrivere nulla che possa rendere l’idea… ho l’acquolina solo a ripensarci.

Poi SPIAGGIA, SOLE, MARE. Ho sentito per tutta la vita denigrare il mare nella riviera romagnola, ma vi dirò, il mare era proprio bello invece.

La sera siamo andati al cinema a Ravenna a vedere Transformers 5. No. No. No. Non mi è piaciuto. Ci siamo poi rifatti qualche sera dopo con SPIDER-MAN: Homecoming… bellissimo!

…temo che fare un racconto temporale passo per passo non sia una ottima idea… avrei tanto voluto il dono della sintesi per queste situazioni!!!

La minicrociera (in giornata) di domenica “dalla Romagna alle Marche” sulla Motonave New Ghibli, con pranzo a bordo è stata una gita bellissima. Il menù consisteva in un risotto ai frutti di mare e un fritto di pesce con patatine. Tutto ottimo e, nonostante il “mare grosso” (pare si dica così), non ho vomitato nulla ed è stato divertentissimo! L’aria sul viso, in mezzo al mare da una sensazione di grande libertà. Nella tappa a Rimini io e Gio abbiamo passeggiato nel Parco Federico Fellini e ci siamo fatti una pennichella su una panchina.

A Marina di Ravenna l’atmosfera del porto è magica. E’ come se fosse un piccolo mondo a se. La passeggiata al tramonto fino al Faro è stata super e anche quella diurna sul lungo molo turistico. Abbiamo “scoperto” il Riesling, un ristorante caratteristico con una eleganza e un design semplice e riuscitissimo dove abbiamo mangiato benissimo e siamo stati serviti da un personale dinamico e piacevolissimo. “isiim, issimo, issimo”. Se vi capita di andare, mangiate le cozze alla marinara.

Se invece amate il fritto, l’Osteria del Fritto a Cesenatico resta il top del top del sogno ☺️. Mi raccomando, ordinate anche le patate, sono a rondelle con la buccia e soprattutto sono pazzesche. Anche le “poverazze” (che ho scoperto essere le vongole) e le cozze sono strepitose. Il ristorante si affaccia sul Porto-Canale realizzato nel 1500 da un progetto di Leonardo Da Vinci. La sera in cui siamo andati noi hanno fatto anche i fuochi d’artificio… che cosa vi devo dire, magia.

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Un giorno, non vi saprei dire quale, abbiamo visitato i mosaici più belli del mondo (e non è che lo dico io, sono patrimonio dell’UNESCO) a Ravenna. Con un solo biglietto (€ 9,50 l’intero) abbiamo ammirato il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Museo Arcivescovile (la Cappella di Sant’Andrea e la Cattedra d’avorio),  la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e la Basilica di San Vitale.

Inoltre Ravenna è bellissima e pulitissima… e c’erano anche i saldi, che fai non te le compri anche due cose?

Oddio… ci sarebbero così tante cose d raccontare… concluderò con la pasta alle vongole più buona che sia mai esistita. Peccato non potervi consigliare dove andare a mangiarla. La pasta alle vongole della vita è la nostra.

Una mattina Gio ha messo la sveglia alle 5.45 e siamo andati in spiaggia. Aveva appena albeggiato e la spiaggia con gli ombrelloni chiusi e il mare pacato erano illuminati da un timido sole appena sveglio. Per quasi due ore abbiamo raccolto le vongole sulla battigia…

Insaporite con aglio, prezzemolo e amore sono state il condimento per gli spaghetti più buoni di sempre.

Tutte le foto, meravigliose come sempre, che vi raccontano molto più di quanto abbiano potuto fare le mie parole, sono ovviamente di Gio ❤️.

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A presto.

Angela

 

Amsterdam – visitARTI

E’ un periodo talmente pieno che se mi avessero detto che sarei riuscita a non pensare al lavoro anche solo per qualche ora, mi sarei fatta una bella ristata…

E INVECE.

Carica come una molla, parlando ininterrottamente di tutti i progetti in ballo, avendo compilato quelle 7, 8 liste di cose da fare e di scadenze da rispettare, ci siamo avviati a Malpensa. Giovedì.

Sull’aereo non so cosa mi è capitato… niente pensieri, niente sbattimenti, solo vacanza. Vabbè, ok, quasi “solo”! Ma unicamente perché in quello che faccio c’è dentro quello che vivo. La creatività si nutre delle esperienze, godere delle cose belle è sempre l’inizio di un percorso creativo, quindi per me anche lavorativo.

Amsterdam è bellissima. Un tempo favoloso, un po’ di vento il primo giorno poi solo sole. Una meraviglia.

Com’è assolutamente d’obbligo abbiamo noleggiato la bicicletta per inoltrarci in questo scorcio di mondo intervallato da canali e di gran fermento di design.

Subito la mia attenzione si è soffermata  sugli spigoli stondati delle case, dove i mattoncini utilizzati per l’intero edificio erano smaltati di colori differenti in modo da formare decorazioni, arricchite anche da inserti in pietra e ferro, vetrate dipinte e finestre a pioli.

La Scuola di Amsterdam è il nome di questa tipica corrente architettonica di cui Antoni Gaudi viene considerato il fondatore.

In un attimo siamo arrivati in centro, dove le case strette, sbilanciate in avanti che si stagliano lungo i canali, sono un esempio di architettura dell’Età d’oro, il diciassettesimo secolo. Quasi tutte hanno un doppio ingresso quello principale sopraelevato per i proprietari, mentre l’altro a terra veniva utilizzato dalla servitù.

Mentre gli occhi venivano nutriti di tutta questa bellezza, noi ci siamo nutriti prevalentemente di patatine fritte con quintalate di salse. Bilici di patatine fritte per tutta la durata della vacanza, e ne porto visibilmente i segni sul mio viso. 😑

Assolutamente top i due sandwich  presi da Lombardo’s e divorati al sole nel parco di fianco al Van Gogh Museum. A seguire una breve pennichella rigenerante, poi la madonnara che è in me ha sparpagliato colori e ha iniziato a disegnare quel momento di relax meraviglioso.

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Ci tengo a precisare che NON sono caduta in bicicletta, anche se qualcuno potrebbe sostenere diversamente. Nessuna foto lo prova, quindi non è mai successo. Ecco. 😒

L’aperitivo da Hof Tuin, scoperto per caso nella nostra pedalata, ha dato grandi soddisfazioni, come quello a base di birra e ovviamente patatine, al Cobra Café situato proprio a fianco il conosciutissimo e inflazionatissimo “I AMSTERDAM”.

Altro posticino entrato nel mio cuore è il Wof’s – Urban Grill, all’inizio del centro, dove oltre alle immancabili patatine abbiamo gustato un hamburgher super… ma anche la Pancake House – ‘t Singeltje Dutch

Del quartiere a luci rosse non avevo capito niente. La mia aspettativa di vedere delle donnine che si esibivano in qualsivoglia spettacolo sexy è stata ridimensionata dalle stesse in vetrina a chattare o leggere… alcune anche in jeans.

Incredibilmente sono riuscita a non farmi investire da nessuna bicicletta. Quelli sfrecciano come se non ci fosse un domani! E il terrorismo psicologico dei campanelli?! Uno scampanellio continuo da ogni direzione e tu che non sai da quale arriverà il bolide! Le biciclette comandano, senza dubbio. Tutti i mezzi, pulitissimi funzionano alla perfezione.

C’è grandissima civiltà e rispetto…  e da italiana lo noto probabilmente perché non sono abituata.

E i mercati, i profumi…

…avrei così tanto da scrivere di questa pur breve vacanza!!!

Provo ad accelerare il racconto. 😊

Bellissima la gita ai mulini. Zaanse Schans, aperta campagna, 8 mulini a vento e bicicletta. Siamo entrati nell’unico mulino al mondo ancora funzionante adibito al taglio della legna e alla realizzazione di “su misura”.

La ghiaia del cortile, fatta di conchiglie sbriciolate, ha una palette colori che si abbina perfettamente alle vernici con cui sono dipinte le case che ho approvato in pieno.

Per pranzo ci siamo fermati  da De Hoop op d’Swarte Walvis . Birra locale ottima e una tartare da volare via!

La sera ancora in vita, ancora patatine per chiudere la giornata chiacchierando davanti ad una tisana alle patatine (scherzo!) a casa, selezionata con Airbnb.

Fuori Amsterdam, nei pressi di Lisse, abbiamo infine visitato i giardini Keukenhof . Non mi sarei mai immaginata che esistessreo così tante varianti di tulipani (che ho chiamato papaveri per tutto il giorno…) La stagione è appena iniziata, ma già i colori spingono.

Sì, ok, l’articolo è un po’ lunghino, ma davvero di meno non son riuscita a scrivere! Le foto, bellissime, sono come quasi sempre (praticamente tutte quelle volte in cui avete pensato “oh ma che foto bella!”) di Gio.

Non ero mai stata ad Amsterdam… bella. 😍 Bella davvero.

Angela