VIAGGI: 2616 miglia di California

In questi giorni, in cui la California sta affrontando un incendio devastante, ho deciso di raccontarvi quello che è stato il nostro viaggio MERAVIGLIOSO in quei posti… nemmeno due mesi fa.

Non eravamo mai stati in California, ma non abbiamo voluto organizzare il viaggio in modo metodico. Gio e io siamo di base estemporanei e itineranti, ed è così abbiamo intrapreso questo road trip. Prima di partire abbiamo prenotato solamente auto (Alamo), hotel della prima notte e giro in mongolfiera (must have).

L’idea era più o meno chiara: partire da San Francisco, salire nella Napa Valley, Yosemite, Death Valley, Las Vegas, Grand Canyon, Giant Forest e Sequoia National Park, Los Angels per poi farci tutta la costa panoramica per risalire a San Francisco, che abbiamo optato per visitare per bene gli ultimi giorni e non appena arrivati. E non ci siamo pentiti!

 

Giorno 1

Siamo arrivati a San Francisco nel pomeriggio. Auto recuperata in aeroporto, ci siamo diretti in città. Salite e discese come quelle che ti aspetti da San Fran. Particolare e famosa è Lombard street, tra Hyde Street e Leavenworth Street, dove la carreggiata ha otto ripidi tornanti.

Abbiamo poi attraversato il Golden Gate e ci siamo fermati oltre, in un punto panoramico per poterne apprezzare l’imponenza. Ad una certa , in un paio di ore, siamo arrivati a Napa, al nord di San Fran, dove avevamo prenotato al Wine Valley Lodge.

 

Giorno 2

La sveglia è suonata alle 5.30, ma noi eravamo già svegli grazie alle 9 ore di fuso. Colazione da Model Bakery (ottima) offerta dall’organizzazione (Bog ol’ balloons) per poi essere condotti verso le mongolfiere! Pazzesco. Se vi capita, fatelo!

Verso le 10, tornati a terra e salutato tutti i nostri compagni di esperienza, eccoci pronti per la successiva tappa: Yosemite Park. Un Subway veloce a Mariposa, prima di entrare nel parco. Ingresso 35$. Arrivati al primo point of view abbiamo potuto ammirare il panorama, gli spazi immensi. Ma sarò franca (lo so che state pensando “Angela Franca Varani”), le nostre Dolomiti non avevano nulla da invidiare a quello che stavamo vedendo, nonostante fosse molto bello. La vera sorpresa è stata, invece, l’attraversare tutto il parco, con il paesaggio in continua trasformazione. Ad un certo punto scorgiamo un laghetto… che fai, non ti tuffi?

Ci siamo poi fermati a dormire a Bishop, all’ Elms Motel. Nulla di che, ma nulla di male.

 

Giorno 3

La strada verso la Death Valley ci ha offerto panorami pazzeschi e differenti. Breve tappa a Lone Pine prima di riprendere il viaggio verso lo Zabriskie Point.

Il paesaggio brullo e desertico si è evoluto con diverse tonalità di colore, sabbia e rocce dal classico ocra sabbia, a rocce verdi, rosse, azzurre, per poi arrivare ad un bianco candido di saline con quei 50° che non sono per nulla uno scherzo.

Golden Canyon, Dante’s view, ma soprattutto la faticosa Badwater sono esperienze e non semplici luoghi.

Paesaggi a perdifiato… una vastità impossibile da raccontare… strade infinite, distanze infinite di nulla. “Solo”, si fa per dire, panorama.

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Per la sera avevamo prenotato, il giorno stesso ovviamente, a Las Vegas. Su Booking gli hotel andavano dalle 18€ in su… alla fine avevamo optato per una super suite a 57€. Abbiamo accettato un upgrade di 20€, e arrivati là abbiamo scoperto che non erano considerati 40$ di tasse. molto bene. Ad ogni modo NE VALEVA DAVVERO LA PENA! La suite dell’ MGM Luxory Hotel era al venticinquesimo piano (vi lascio immaginare la vista su Las Vegas), con jacuzzi e tutto quello che potete desiderare da una camera di lusso.

Dopo l’esperienza in Death Valley ci voleva davvero per rigenerarci!

 

Giorno 4

Sveglia presto. Direzione Grand Canyon!

Che vi devo dire di nuovo che già non sapete sul Grand Canyon. Posso solo dire che non delude l’aspettativa. E’ uno di quei posti che ti fa anche riflettere sulla natura, sul nostro pianeta e su quanto siamo piccoli.

Per comodità di percorso ci siamo fermati a dormire ancora a Las Vegas, in un hotel meno lussuoso, il Circus. Spenderò pochissime parole su Las Vegas. La fauna umana che si aggirava per le strade è stata un po’ deludente… forse perché noi eravamo tra i pochissimi sani…

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Nel rientrare a Las Vegas, la sera, abbiamo percorso un pezzo della famosissima Route 66 scovando uno shop davvero magico. Per arrivarci, visto che per quel pezzetto guidavo io, ho ovviamente sbagliato strada e siamo finiti un uno sterrato…

 

Giorno 5

Da Terrible’s Road House abbiamo mangiato i donuts più buoni di tutta la vacanza, tappa necessaria prima di arrivare, dopo più di 7 ore di guida, al Sequoia National Park. Indescrivibile. Passeggiare  nei sentieri tra alberi giganti, respirando legno e natura… bellissimo.

Siamo poi andati a visitare il Generale Sherman, che cresce nella Giant Forest, che contiene cinque dei dieci alberi più grandi del mondo in termini di volume di legno.

Arrivata la sera, abbiamo deciso di fermarci a Bakersfield, non un luogo con attrazioni, ma semplicemente un paesino tra noi e Los Angeles. Un paesino, appunto, che vive di estrazione del petrolio, MA che abbiamo presto scoperto essere la patria del Country. Vicino al nostro Quality Inn Suites siamo andati a cena al Buck Owen’s Crystal Palace… un posto fantastico!

Abbiamo mangiato carne ottima come se non mangiassimo da giorni durante il concerto di Tyler Rich (che non conoscevamo, ma che ora fa parte della nostra playlist pop-country di Spotify). Poi tutti che ballavano super-coordinati. Che serata!

 

Giorno 6

A Los Angeles siamo arrivati in un paio d’ore. Prima di mezzogiorno avevamo già affrontato la salita sotto al sole per raggiungere l’Osservatorio di Griffith. Da lì si vede tutta la città.

Passeggiata ad Hollywood (la Walk of Fame ‘na cagata pazzesca) e un giro in auto per Beverly Hills. Prima di arrivare a Santa Monica e Venice Beach. Los Angeles non c’ha conquistato, tanto che per cena siamo andati in un ristorante consigliato da un nostro amico a Malibù: il Paradise Cove.

Il motel per quella sera ( il Relax Inn a Los Angeles) era al limite del paradosso. Il Balcony millantato nell’annuncio aveva una porta finestra che non si chiudeva e che, come Macgyver,  ho legato sapientemente. Il balcone, inoltre, ospitava l’insegna rossa luminosa e sgangherata del motel… avete presente quei motel dei film dove di solito ammazzano qualcuno? Ecco.

 

Giorno 7

Alla buon’ora partiamo per Santa Barbara. Spiaggia carina, ma a noi piacciono i porti, o dove troviamo pesci e pescatori e quella vita da marinai (perché noi, dentro, ci sentiamo un po’ così, ahaah). Il Santa Barbara Harbor è stato costruito nel 1929, attraverso un pontile in legno si arriva al suo cuore dove si trovano negozietti , bar e ristoranti come la Fish house  e il Deep Sea Tasting Room. La sera giretto per il centro e birra da Eureka! prima di rientrare in albergo.

Giorno 8

Una passeggiata sulla spiaggia la mattina è quello che ti fa iniziare bene la giornata. 1000 Steps Beach è in un bel quartiere e ci si arriva scendendo, appunto, 1000 gradini. Anche il porto di San Luis ci ha dato grandissime soddisfazioni. e al Mersea’s Avila Beach abbiamo pranzato in modo divino. Pesce fresco, birra fresca seduti al porto guardando i leoni marini. LA FELICITA’.

Nel pomeriggio ci siamo spostati verso Morro Bay, dove al Morro Crest Inn abbiamo trovato una signora super gentile.  Un centro minuscolo, ma bello, molto rilassante. Attrazione del posto il Morro Rock, questo monte che svetta dal mare. Per cena hamburger top da Beach Burger e poi a nanna.

 

Giorno 9

Ultima tappa prima di San Fran: Monterey. L’Old Fisherman’s Warf è un porto molto commerciale, ma molto caratteristico. Una domanda mi è rimasta: ma perché, secondo voi, era pieno di negozi di caramelle? Mah…

Comunque, tra tutti i ristoranti, abbiamo scelto un baracchino sul porto. Una clam chowder spaziale! Ma buona, buona!  Io non l’avevo mai mangiata, ma è stata una roba da volar via (per usare un termine da critico gastronomico). Un po’ di shopping nel pomeriggio e la prenotazione per la mattina seguente per il Whale Watching. Per cena abbiamo optato per l’esperienza “food delivery” di Panda Express. Il fattorino, uscito da un tipico film, ci ha bussato addirittura alla porta della camera per consegnarci il cibo. Gioia vera.

 

Giorno 10

Finalmente il “giorno delle balene” è arrivato! Sveglia all’alba e tazzona di caffè solubile (che scoprirò presto essere stata una pessima idea). Ci imbarchiamo insieme ad un gruppo di persone e ci allontaniamo rapidamente dalla costa. La barca è abbastanza piccola, il mare è grosso e il tempo non è dei migliori. Arriviamo dopo un’oretta al largo. Leoni marini e delfini si palesano molto presto e poi finalmente in lontananza una schiena grigia, lucida emerge per poi sparire dando un colpo di coda. Le balene! Per me lo spettacolo dura ancora per pochino perché sento il mare nella gola. Il mio colorito è verdastro. Vomito. Tre volte. Tutto il caffè. Ma per vedere le balene rivomiterei altre 100 volte. Oppure, più probabile, mi bomberei di cose per non vomitare…

Freschi come delle rose, a fine esperienza, non perdiamo tempo e ci buttiamo in macchina per arrivare a San Francisco entro le 3p.m, ora in cui è fissata la riconsegna dell’auto. Al pelo, ma ce l’abbiamo fatta! Passeggiamo fino all’Aida Plaza Hotel, a Soma, per fare il check in. Nel pomeriggio siamo stati a Mission District alla ricerca dei famosi murales.  La sensazione è stata strana. il quartiere del nostro albergo non era un bel quartiere e non c’era della bella gente. Non ho mai visto così tanti scoppiati tutti insieme. Gente che probabilmente aveva solo ore di vita… molto degrado e molta tristezza. Mission invece carino, ma siamo tornati in albergo un po’ così, straniti.

Giorno 11

Alloggiando comunque nel centro di San Francisco, a un minuto dalla metro, spostarsi è stato molto comodo e semplice. Così, in qualche fermata abbiamo raggiunto il nord della città: North Beach e il suo Fisherman’s Wharf. Da lì, noleggiate due biciclette, abbiamo pedalato fino ai piedi de Golden Gate per poi tornare in tempo per pranzo. L’acquisto obbligatorio di due cappellini americani fighi e poi clam chowder e aragosta… sempre prese in un baracchino al porto (Lou’s Fish Shack).

Poi abbiamo passeggiato per tutto il resto della giornata. Russian Hill, Chinatown (bellissima!) e Union Square fino a tornare in Hotel. La cena da K-OZ ci è piaciuta, come ci è piaciuto il posto.

 

Giorno 12

Con BART (treno) abbiamo raggiunto comodamente l’aeroporto SFO. L’aereo è partito in orario, peccato che dopo un’ora e mezza di volo una voce ha annunciato che c’era un problema con il carburante e che saremo ritornati a San Francisco. Riatterati al punto di partenza non vi sto nemmeno a raccontare il casino. Siamo ripartiti la sera, verso le 9p.m, perdendo la coincidenza a Francoforte, che fortunatamente era stata rischedulata dalla United causa ritardo… insomma in comode 24 ore siamo arrivati a casa.

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Vi state chiedendo chi ha fatto le foto? Non credo, credo che lo sappiate già che tutta la mia vita è raccontata dalle foto di Gio ❤️.

 

La California ci ha regalato giorni ed esperienze meravigliose e ci è rimasta nel cuore.

Ora penso ai disastri di questi giorni… e non so cosa dire.

 

Angela

 

 

 

WRITE HER FUTURE

Ci siamo.

Settembre è arrivato e io sono pronta a vivere questo mese ricco di bellezza.

Inizio questo weekend con la mia Opera, titolata “WIDE AWAKE”, esposta alla Triennale di Milano.

!!! Sì, alla Triennale di Milano !!!

Come potete immaginare, sono super felice e lusingata!

Ho realizzato “WIDE AWAKE” per il progetto #WriteHerFuture, in collaborazione con Lancome e ActionAid, inserito, insieme all’Opera di altre 4 artiste, all’interno della manifestazione “IL TEMPO DELLE DONNE“; evento organizzato da Corriere della Sera da un’idea de La27esimaOra e in collaborazione con IoDonna.


Questa la presentazione dell’iniziativa:

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Sono molto onorata di essere una delle testimonial italiane di questo progetto per Lancome.

La causa è davvero importante.

Si parla di libertà, di indipendenza e di positività. Di inclusione e consapevolezza.


Questa la mia Opera e la mia presentazione:

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Mi troverete bazzicare in Triennale venerdì, sabato e domenica.  Domenica, in particolare, alle 14.30 sarò all’appuntamento dedicato:”GIOIA DI IMPARARE, GIOIA DI INSEGNARE” powered by LANCOME.

QUI il programma copleto di tutti gli appuntamenti:

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Finito questo meraviglioso evento, il lunedì io e Gio partiamo: destinazione California. Ovviamente vi aggiornerò.

Nel frattempo spero di incontrarvi questo weekend a Milano!

Angela

 

 

aggiornARTI

Sono successe un po’ di cose… un sacco di cose, in realtà…

Tra tutte, ho fatto un po’ di vacanza, qualche meraviglioso giro in moto e perfino in barca sull’amato Lago di Como, casa mia. Ho anche sbrigato incombenze burocratiche.

Ho realizzato un qualche storyboard, uno in particolare per un progetto fighissimo e ho realizzato un’Opera per il progetto “Write her Future” di Lancome in collaborazione con Actionaid del quale vi darò specifiche (tra cui l’esposizione alla Triennale di Milano) tra qualche settimana.

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Ho terminato tutte le illustrazioni del libro mio e di Gio e ora ci manca solo la copertina!

E Gio, al quale devo talmente un numero infinito di “grazie” che manco ve lo dico, ha lavorato sul mio sito, angelavarani.com, dando non solo una veste nuova, ma anche completezza di contenuti.

Mancano ancora un paio di cose, ma non resisto e devo condividere subito! Fateci un giro e ditemi cosa ne pensate… io lo adoro!

 

 

un abbraccio

Angela

 

 

 

SHOP – comprARTI

Finalmente, dopo tanto pensarci e tante richieste, inauguro sul mio sito angelavarani.com lo SHOP online!

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Evviva!

E’ ancora in work in progress, MA per realizzare qualcosa, tante volte la partenza è la fase più complicata. E l’inizio è stato varcato!

Al momento, nello SHOP trovate le mie tele ORIGINALI e UNICHE dipinte ad olio.

Il tema di quelle tele è la musica live. Momenti di live. Musica.

Una parte della mia vita molto importante. Tutti quei quadri li ho iniziati la sera e dipinti nelle notti… perché quel live che racconto si vive in quelle ore.

Sono molto legata a quelle tele e pensare di separarmene mi fa tremare un po’ le mani… Ho rappresentato ciò che ho ricevuto dalla musica cercando di restituirne una sensazione. Ho dipinto le mie esperienze e le mie emozioni.

Notti di cd che giravano e odore di trementina.

Notti con il camice sporco e pennelli tra i capelli.

Notti.

Ma ho deciso, trovo che sia giusto “lasciarle andare”, lasciare che siano appese e lascare che qualcuno le possa guardare.

Presto nello SHOP troverete anche tanto altro!

Io vi tengo aggiornati e se vi fate un giro nello SHOP e avete feedback o richieste non esitate a scrivermi!

Come saluto, oggi vi allego il video di una serata in cui ho cantato e mi sono divertita molto. 😂

 

NOTA: nei titoli troverete la parola “FILL”… non è un’errore, ma un gioco di assonanza e una nerdata musicale:

“Nella musica moderna l’indicazione fill (dall’inglese “riempimento”), normalmente accompagnata dal nome di uno strumento: drum fillguitar fill e dall’indicazione di una durata in battute, viene notata su uno spartito per indicare l’esecuzione di un passaggio libero, normalmente improvvisato.”

 

buttARTI

Quest’ultima settimana, dopo le ferie, ho ripreso a lavorare. Ovviamente e giustamente.

Sto terminando le illustrazioni per PHO e non vedo l’ora di mostrarvele! In più sto iniziando a pensare ad un nuovo progetto disegnato, ma sono ancora in fase di elaborazione idee e soprattutto devo capire quale struttura impostare perché non sia una cagata pazzesca… perché ci vuole un attimo a trasforamare una buona idea in un fail.

Quindi sono tornata a essere oberata di cose da fare. Belle e bellissime, ma pur sempre parecchie.

MA.

Una delle cose più importanti che mi ha insegnato Gio è quella di sapersi anche prendere dei tempi e delle pause nelle quali vivere. Costruire momenti e giornate super è senza ombra di dubbio una sua skill. Qualsiasi cosa lui tocchi diventa oro.

Sabato mi ha proposto una gita in Val Verzasca, in Svizzera. 😍

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In tarda mattinata Gio ha iniziato il suo Vlog e siamo partiti. Andare con il Guzzi è sempre di una bellezza… La moto mi rilassa e mi schiarisce le idee.

Tappa all’esselunga per procacciarci del cibo, e poi ancora in strada

Arrivati a Lavertezzo, nel Canton Ticino, abbiamo parcheggiato in uno spiazzo sulla strada e siamo scesi al fiume. Non vi dico che paesaggio! L’acqua di un punto di blu che per me era sconosciuto. Tra le rocce liscissime e di un grigio rassicurante abiamo trovato un posticino tutto per noi.

Gio si è voluto tuffare subito, mentre io, per potermi godere a pieno quel meraviglioso posto, come prima cosa ho dovuto mangiare… 😂ahahah! Lo so sono molto romantica… ma erano le 14.30! Io sono come i bambini: quando ho fame non capisco più una cippa.

Abbiamo passato lì qualche splendiada ora facendo i minchioni in acqua… gelata, no, davvero… non potete capire quanto! Ma pazzesca.

Un paesaggio con dei colori “che ciao”… la natura di suo ha davvero molto, MA MOLTO, più senso estetico della maggior parte degli esseri umani.

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Foto e Video di #Giovalife

A una certa, abbiamo fatto su baracca e burattino, abbiamo pulito tutto (oh, mi raccomando dai, quando andate nei posti, in qualsiasi posto, non lasciate sporco e immondizia in giro! 🙏🏻🙏🏻🙏🏻) e siamo risaliti in sella al V7 per rientrare a casa.

Nello scendere ci siamo fermati ad un ponte che avevamo intravisto all’andata. Il ponte dei Salti, che oggi scopro essere molto conosciuto e anche al centro di alcune polemiche dovute proprio all’aumento dei turisti (sempre perché troppo spesso irrispettosi, mannaggia!)

<Mi tuffo>

<No dai Gio… no no no no no>

E si è tuffato. SI E’ TUFFATO da quel ponte altissimo, così alto che a me dava vertigini solo a percorrerlo.

Il tuffo era sicuro, l’acqua sotto molto profonda e diversi ragazzi si sono buttati. Vedendo che anche se alcuni si tuffano veramente nei peggio modi e ne uscivano comunque indenni, mi sono convinta che evidentemente non era un’altezza da considerarsi pericolosa. Detto questo, poi buttarsi è un’altra cosa. Io non riuscirei a farlo nemmeno se mi pagassero.

Io sono stata giù con il telefono per cercare di riprendere il tuffo e Gio è salito sul ponte. QUARANTA lunghissimi minuti in cui lui decideva il da farsi e io giù a capire come smettere di tremare dalla paura.

In quel lasso di tempo ho: pianto, ho avuto un inizio di attacco di panico, una lieve aritmia, alcuni scompensi cardiaci, poi ho pianto ancora un po’ e poi si è buttato mentre io inquadravo accazzo… insomma il tempo è volato quasi senza accorgermene. 😑

Poi ha saltato. E quando ha saltato io ho vissuo la stessa sua apnea fino a quando non ha toccato l’acqua. Credo che questo sia una buona sintesi dell’amore. Poi è uscito e io, invece di abbracciarlo felice per l’impresa, gli ho tenuto il muso 10 minuti perché mi ero preoccupata… e questa è una buona sintesi di un rapporto di coppia tra uomo e donna! 🤣🤣🤣

Spritz dalla Vecchina a Moltrasio, cena a casa con Marianna e Stefano e abbiamo concluso la giornata con una birretta da Pino a Erba.

Che giornata! CHE GIORNATA! 😎

Angela

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Oggi mi ero dimenticata che fosse martedì.
Forse perché oggi, per me, è “due giorni prima” di un ponte lungo. Un ponte nel quale non lavorerò… un ponte che farò a tutti gli effetti anche io! 😎 Da non credere!

Ad ogni modo, oggi, è mARTEdì, e come di consueto eccomi a scrivervi.

Questa settimana ho iniziato un nuovo progetto. Bellissimo, particolare e innovativo. Ovviamente non posso darvi troppi dettagli… non ancora, almeno… ma avrete modo, poi, di seguirlo per bene!

Per oggi vi darò solamente degli indizi. 😬


PHO Firenze non è solamente un marchio, è un modo di essere…

Per rappresentare al meglio qualsiasi cosa è fondamentale viverla, e le collezioni di PHO Firenze sono strepitose e di una manifattura pazzesca.

Per realizzare delle illustrazioni per questo marchio potevo non indossare i loro abiti? Immaginatevi la mia commozione con tanto di risata isterica di contentezza quando ho ricevuto una borsa di vestiti bellissimi!

Indossare questi capo ti fa sentire una “donna PHO” e per citare il sito “www.phofirenze.com“:

Le donne Pho amano perdersi e ritrovarsi ogni giorno, avvolte in abiti raffinati ma confortevoli. Abiti che raccontano di incontri, sguardi, voglia di vivere e sapori…

Quando vestirti ti fa sentire bella, è l’abito giusto. Quanto ti senti bene e a tuo agio puoi essere te stessa con la fierezza che meriti.

È questa sensazione che sto disegnando.

È  davvero un progetto bellissimo, al quale tengo particolarmente perché quando lavorare ti regala momenti di felicità puoi solo ringraziare e goderti tutti i passaggi.

Buona serata
Angela


– WORKSHOP – perCORSO creativo

SABATO 22 APRILE terrò un Workshop di illustrazione!

Sono troppo felice!

Lunedì scorso mi sono incontrata con le ragazze di LASCIAlaSCIA nella loro meravigliosa location. MERAVIGLIOSA. Le seguo da un po’ sui vari Social perché organizzano e realizzano sempre cose davvero fichissime. Quindi tenere il Workshop nei loro spazi, collaborare con persone brillanti mi riempie davvro di entusiasmo. Laura, Valentina, Carola, Silvia e Chiara sono cinque brillanti architetti e uno degli esempi riuscitissimi di #girlpower!

L’inizio del laboratorio sarà alle 14.00 e durerà per tutto il pomriggio (previsione di finire per le 18.00/18.30).

Vi racconto, a grandi linee, quel che sarà.

Dopo un’infarinata su cos’è il lavoro dell’illustratrice (in modo pratico) partiremo da un testo per realizzare un’immagine. Io aiuterò ciascun partecipante ad elaborare, attraverso il proprio percorso creativo, un’illustrazione che rappresenti quanto espresso dal testo, per poi prendere confidenza con la tecnica grafica/pittorica che si predilige.

Il progetto realizzato diventerà poi anche un oggetto di design … ma non vi svelo di più!

Che sappiate già disegnare o meno, vi garantisco che il risultato sarà super.

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Raccontare attraverso ad un’illustrazione è un modo di comunicare immediato e soprattutto un linguaggio universale. Credo che tutti possano riuscire a farlo. Ciascuno a proprio modo, indivuduando un metodo che si può sviluppare e migliorare con una “educazione” del percorso creativo.

Sarà un pomeriggio divertente. Dare sfogo alla propria creatività ci fa stare bene e ci arricchisce.

SE VI VA DI ESSERCI, SIATECI!

Ricapitolando:

QUANDO? Sabato 22 aprile alle ore 14.00

DOVE? Presso LASCIAlaSCIA via Boncompagni,57 – Milano – M3, fermata “Porto di Mare”

COSA? …MA IL MIO WORKSHOP DI ILLUSTRAZIONE! 🎉

…evviva!!!

Per qualsiasi info e per le prenotazioni potete inviare una mail a me, angela.varani@gmail.com, o a info@lascialascia.com .

Io non vedo l’ora.

Angela