cucinARTI qualcosa

Oggi vi parlo di cucina.

Il fatto che mia nonna facesse la cuoca ha sicuramente contribuito alla mia “formazione” in cucina… anche se credo che il fatto che fosse una maschilista convita abbia influito di più. 😑

Come credo di avervi già raccontato sono nativa di un piccolo paese dei colli piacentini, Lugagnano val d’Arda. Come abbastanza comune nei paesini e agli occhi delle nostre nonne, la figlia femmina aveva (forse oggi un po’ meno… spero) come compito principale di vita, quasi una missione (😨), di diventare una buona donna di casa e moglie. E no, non ho settant’anni! DOVEVA, di conseguenza, essere anche una buona cuoca.

A mia nonna è andata abbastanza di culo, perché a me piaceva da morire stare in cucina con lei e imparare a cucinare, quindi non ha mai avuto nessun tipo di resistenza da parte mia nonostante non fossi d’accordo al 100% con lei sulle motivazioni principali che la spingevano ad insegnarmi.

Da buona piacentina, oggi condivido con voi una ricetta tipica:

turtei cun la cua 

Prima un piccolo accenno storico, che fa sempre la sua porca figura durante la cena.

Pare che Francesco Petrarca, nel 1351, andò a far visita a Bernardo Anguissola, feudatario dei Visconti. Per questa occasione le cuoche del castello fecero in suo onore una pasta ripiena, i tortelli, appunto.

I TURTEI CUN LA CUA (tortelli con la coda) sono fatti con una pasta all’uovo sottile e intrecciata, chiusa con una coda. Solitamente vengono serviti con burro e salvia (i miei preferiti), o con un sugo ai funghi. Poi, a concludere, grana come se non ci fosse un domani.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Per la pasta
400 gr di farina
2 uova
Sale q.b.

Per il ripieno
un pugno di spinaci
50 gr di Grana padano DOP
200 gr di ricotta
Un uovo (solo il tuorlo)
Noce moscata, sale e pepe

Per il condimento
Una noce di burro
Qualche foglia di salvia
Formaggio Grana grattugiato

Procedimento
Lessare gli spinaci e scolarli bene, strizzandoli anche con le mani e poi tritarli.

Unire gli spinaci alla ricotta, all’uovo e aggiustare con sale e noce moscata. Non siate avari di noce moscata, mi raccomando.

Per la pasta, disporre la farina a fontana sul tavolo (in alternativa, io, per sporcare meno la tengo in una ciotola grande). Al centro mettere le uova, un po’ di acqua tiepida e un “spisigon ad sal” (un pizzico di sale), come avrebbe detto mia nonna.

IMPASTARE.

IMPASTARE. 😏

…la pasta, più la si lavora e più diventa elastica e resistente…

QUINDI, IMPASTARE. 😎

Tirare la pasta  fino a farla diventare sottilissima e formare delle strisce da una decina di cm circa per poi formare dei quadrati 5x5cm circa. Al centro di ogni quadrato disporre un cucchiaio di ripieno. Dopo aver piegato lo spigolo superiore, iniziare ad intrecciare la pasta: tirando i lati del quadrato verso il centro, intervallando destra e sinistra.

In questo VIDEO si vede bene… è più facile a farlo che a spiegarlo!

 

Lessare i tortelli in acqua salata considerando che la pasta fresca cuoce in un attimo, e poi servirli con del burro fuso e alcune foglie di salvia. Grana grattuggiato per chi lo gradisse e il piatto è pronto.

Come vino abbinerei un Gutturnio… o anche un Barbera.

Se ve lo imbottigliate voi è ancora più buono… per dire…

ALTERNATIVA NO “SBATTI”:

Nel caso in cui non aveste voglia di prepararli, potete andare ad assaggiarli (oltre che praticamente in un qualsiasi ristorante del piacentino) alla Festa del tortello a Vigolzone (PC), ogni anno a luglio. Nel link trovate tutte le indicazioni.

MA se invece pensate di cimentarvi nella preparazione, aspetto foto e feedback! 

Buona serata

Angela

 

 

 

 

 

 

Riflessi di me

Oggi voglio raccontarvi di una ragazza che amava il mare. Di una bambina che stava sempre in acqua e che ha imparato a nuotare a tre anni (bevendo litri di Adriatico😑). Di una donna che poi al mare non c’è andata più.

Fino ad ora. 😬

Ho trascorso tutte le mie estati, direi le mie prime 16 o 17 estati, a Kraljevica. Mia mamma è croata e mio zio Nikola viveva là, al mare. La Croazia era ancora Jugoslavia, fino al ’91, e gli italiani in vacanza erano pochissimi. Solo turisti tedeschi.

…chissà com’è che i tedeschi arrivano spesso nei posti prima di “noi”, e soprattutto prima che i turisti “medi” italiani li imbrattino di cicchi di sigarette e italianità. Vabbè…

Mio zio Nikola aveva una barca, come tutte le persone del paese, e mi ha insegnato a giocare a scacchi. La sua casa sapeva di buono, di pane salato e di libri vecchi. I suoi occhi erano dolci e nelle sue mani c’era quello che per me significava il mare.

Il sole mi ha sempre reso cinese… qui con mio fratello.


Quando è mancato mio zio, piano piano siamo andati in Croazia sempre meno, fino a smettere del tutto.

Il sentirmi in pace con me stessa vicino al mare, vicino all’acqua, è rimasta però una costante per anni, tanto che quando decisi di venire a vivere a Milano, mi dissi “ok, se non riuscirò a fare la scenografa, andrò a vivere al mare.”

Ma cocciuta e determinata come sono, mi c’è voluto poco più del tempo del Master in scenografia, per riuscire poi a fare il lavoro che avevo desiderato. Quindi niente trasferimento al mare.

Ho fatto delle vacanze in questi anni, certamente, ma sempre meno e sempre più corte. E quasi mai in posti di mare. Spesso ho unito impegni lavorativi per visitare città.

Ma i riflessi del mondo sull’acqua, il rumore dell’aria che la smuove… il sentimento di libertà e di purezza che da lo spettacolo dell’acqua… ogni sua immagine e ogni momento unico e meraviglioso… quello non lo da nessun’altra cosa al mondo.

Dopo anni di assenza dal mare, nell’agosto di 6 anni fa ho pregato due mie care amiche, Deborah e Nicoletta, di accompagnarmi in un qualsiasi posto con dell’acqua nella quale poterci “pucciare”, per festeggiare il mio compleanno. Partimmo il 15 agosto in treno per andare ad Ischia. Cinque giorni bellissimi e indimenticabili.

Poi più nulla.

Niente mare, niente acqua, niente riflessi, niente brezza, niente musica d’acqua, niente…

Ho lavorato molto. Ho fatto tante cose. Troppo poco mi sono ricordata di rilassarmi, e ad un certo punto mi sono perfino dimenticata di quanto il mare mi facesse sentire bene.

Addirittura per un periodo mi sono raccontata che “vacanza al mare” significava “caldo” e a me il caldo non faceva stare bene. E su quello posso in parte trovarmi ancora d’accordo: il caldo a Milano, quello peso, quello che tra l’afa e lo smog non ti fa respirare… effettivamente quello non mi faceva stare bene.

Per fortuna, quando non si rinsavisce da soli, la vita spesso ci da l’opportunità o ci fa incontrare chi ci fa rinsavire.

E così, durante l’autunno e l’inverno appena trascorsi, ho conosciuto il lago. …cioè… prima ho conosciuto Gio, e poi lui mi ha fatto conoscere il lago! 😂😂😂ahahah!

Un posto meraviglioso che riesce a liberarmi la mente dai pensieri, dalle mille cose da fare. In mezzo alle montagne. Una palette colori davvero emozionante.

Ho addirittura l’impressione di respirare meglio, di riuscire ad ascoltarmi di più, perché non c’è caos lì. E attraverso l’acqua e i riflessi e la pacatezza del lago ho ritrovato quella bambina che si perdeva nei tramonti inghiottiti dall’acqua. Quella bambina che consumava tutti i pennarelli blu e azzurri per disegnare il mare. E il cielo sul mare.

Quella bambina che attraverso i riflessi del sole nell’acqua scopriva i punti di fuga e li interpretava con tutti gli altri colori fino ad arrivare al sole. Quel sole che le scaldava il cuore e che le era amico.

E poi, venerdì scorso, è successo.

C’era freschino, c’era il vento e il sole era timido, ma Gio mi ha portata al mare. Sono di un pallido che fa quasi tenerezza, ma la felicità… 😍

Sono tornata. Sono io. E sono così emozionata e grata…

Le foto sono ovviamente di Gio. ❤️

Per concludere… la premessa per questa primavera e per l’estate che verrà è meravigliosa. Pare che addirittura mi abbronzerò. Pazzesco, vero?

😎

Laku noć.

Angela

stARTEne ferma e respirare

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A volte mi piace, ho bisogno più che altro, di starmene ferma e respirare.

E basta.

Respiro e penso alle cose che mi rendono felice.

Come ora. Che respiro ferma. E rivivo mentalmente i momenti straordinari vissuti nel weekend, elaboro progetti lavorativi presenti e futuri e mi dedico a me.

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La settimana scorsa, finalmente, mi sono decisa a portare la macchina dal meccanico. Non potevo più rimandare.

Ho passato così una decina di giorni a spostarmi per Milano con i mezzi. Bello, mi era davvero mancato senza che ne fossi consapevole e mi sono ripromessa di farlo più spesso.

11401163_10206633822555158_7516647147079722593_nPerò, ora che diluvia dieci minuti sì e dieci minuti pure, ringrazio di aver recuperato la macchina!

Buona serata.

Angela

 

ieri era mARTEdì

Scrivo poco, ma vivo moltissimo.

Questo è il motivo per cui talvolta trascuro un po’ il blog, ma tutto sommato mi sembra un ottimo motivo.

Poi sto lavorando tanto. TANTO.11113883_10206549254881019_7478954434607973084_n

Questi giorni di agosto alternati a giorni di novembre, che hanno invaso il maggio appena passato, mi hanno creato un po’ di spossatezza, ma tiro avanti!11262426_10206425849235955_8254578309367600958_n

Tra le cose belle, bellissime, ho avuto l’onore e il piacere di essere intervistata dalle non-groupies per il loro blog! 😍😍😍

Se vi va di leggere l’intervista ecco il link:

imnotagroupie – WWL – AngelaVarani

Grazie mille ad Elena e a Nunzia!!!

Ora torno al lavoro, con il mio Nescafé e un disco di Caputo. Ma per poco stasera.

Farò arrivare presto il momento in cui, a pancia in giù, respirerò amore dal cuscino sperando di sognare cose belle.

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Buona serata

Angela

la mia pARTIcolare Personale

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È ANDATA.

Ma come tutte le cose belle, anche una volta andate, restano.

10986681_10206040125753109_9173209709754936552_nSabato sera mi sono messa un abito lungo romantico (ok, con le All Star!😂), mi sono fatta qualche boccolo ai capelli e ho optato per un trucco leggero.

Così sono andata, carica di emozione, alla mia mostra Personale di illustrazioni allestita all’Atypical. Nel centro di una Milano tiepida affacciata, educata, su questo inizio primavera.

E mi sono goduta la serata.

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Da qui ↓ Tutte le foto sono di Bianca Puleo. (Grazie!!!)

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Tutto perfetto. Il posto, le persone e la musica.

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Il locale elegante ed accogliente, il personale simpatico e gentilissimo, le persone, gli amici presenti. Bellissimo. 😍

Coccolata e rapita dalla meraviglisa musica (MERAVIGLIOSA PROPRIO!) di Dialoghi Sonori (Deborah Falanga  e Rosella Cazzaniga).

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L’atmosfera era professionale e familiare al tempo stesso. Di una qualità pazzesca, senza rinunciare a quella genuinità che contraddistinge queste due artiste favolose. Giocosamente mi “hanno tirato in mezzo” in un paio di pezzi, ed è stato molto divertente! 😂😂

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Non so esternare molto bene come mi sento. Posso dire che mi sento bene, amata, apprezzata e autenticamente felice.

Sono certa che le bellissime foto di Bianca descrivano, questa serata magica, meglio di quanto possa fare io .IMG_1091_2_3000IMG_1267_3000IMG_1265_3000 IMG_1180_3000IMG_1224_3000a  IMG_1307_3000a

Il mio riassunto è: WOW.

Una serata che ciao. Ma ciao proprio.

Grazie di cuore.

Angela