my “WIDE AWAKE” for #writeherfuture by Lancôme

Titolo “WIDE AWAKE”

Quando dormiamo siamo liberi.
Quando dormiamo, spesso, viviamo dei sogni.
Quando dormiamo non c’è finzione, siamo ciò che siamo, senza sovrastrutture, senza inibizione e senza freni.

E la bellezza di svegliarci, totalmente inibite con la consapevolezza di essere padrone di noi stesse.
La femminilità. Svegliarci per essere pronte ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità.

Svegliarci per vivere.

Convinte di possedere le qualità per realizzare i propri sogni, per migliorare la nostra vita e di conseguenza quella delle persone che amiamo.

Lavorare per trasformarci nella migliore versione di noi stesse, non è solamente POSSIBILE, ma è un obbligo che dovremmo sentire verso ciascun di noi.

“Se lo puoi sognare, lo puoi fare” diceva Walt Disney, un genio dell’immaginazione, un realizzatore di sogni.

Ho voluto rappresentare questo momento del risveglio.
Il momento in cui i nostri sogni sono ancora lì e non persi o messi in secondo piano dalle incombenze e dalle paure. Il momento in cui spesso ci si prende un momento per noi e si riflette su ciò che siamo, su dove stiamo andando. SIAMO FELICI? Stiamo facendo del nostro meglio?

Cercare la felicità, la realizzazione non è egoismo, ma il mezzo che ci fa essere anche lo strumento migliore per aiutare gli altri ad essere felici.

A volte la notte porta consiglio, consolazione e altre volte sconforto.
Tutto è importante, ed è importante gestire tutte le emozioni per acquisire la consapevolezza necessaria per raggiungere l’indipendenza e la libertà.

Lettura dell’Opera:

La donna raffigurata è inizialmente indecisa tra l’essere tormentata o speranzosa, sfugge al risveglio, alle situazioni scomode e che la spaventano, per le quali non si sente all’altezza ma che deve affrontare ed è rappresentata a matita. Schizzata con una graffite morbida e imprecisa in alcuni punti. Una matita che nasconde un forte carattere, tanto ribelle da restarmi sull’adduttore ad ogni tavola.

Il focus dell’Opera è sulla donna raffigurata perfettamente perpendicolare all’inquadratura.

COMPLETAMENTE SVEGLIA, consapevole, ma non simmetrica (non lo è mai nessuno).L’armonia delle forme richiama al Rinascimento non a caso: in questo periodo artistico iniziò una nuova percezione dell’uomo e del mondo, dove il singolo individuo è in grado di autodeterminarsi e di coltivare le proprie doti.

Le linee richiamano quindi un periodo passato, mentre la tecnica scelta, l’acquerello, urla il presente con delicatezza minimale e femminile, ma non per questo debole. Lo sguardo, rivolto verso lo spettatore, vuole essere motivante. Il colore è solo su di lei per rimarcare che dipende da noi riuscire o meno.

Il candore e la purezza delle lenzuola, bianche come le pagine del nostro FUTURO. Solo noi possiamo scriverlo, correggerlo se necessario. Che ci crediamo o no.

Questa la mia Opera realizzata per #writeherfuture, programma di Lancôme in collaborazione con ActionAid, dedicato alle donne e alla lotta contro l’analfabetismo femminile in Italia.

Per questo progetto, in partnership con Lancôme, sono stata coinvolta insieme ad altre 4 artiste (Sara Ciprandi, La Fille Bertha, Natalia Resmini e Amanda Toy). Le nostre 5 Opere sono state esposte alla Triennale di Milano in occasione de Il tempo delle donne 2018.

Il Tempo delle donne”, evento promosso da #RCS e Corriere della sera, quest’anno è stato un grande successo. Ricco di ospiti e argomenti importanti.

Sì è parlato di FELICITÀ, di INCLUSIONE e di INDIPENDENZA.

Abbiamo poi deciso di donare queste nostre Opere per la causa. Così ad ottobre, la mia WIDE AWAKE insieme alle altre 4, andrà all’asta ( su Charity Stars ) per permettere a sempre più ragazze di raggiungere i propri obiettivi nella vita.

Dopo questa spiega (necessaria perché la causa è davvero importante!) vi posso dire che i giorni in Triennale sono stati super!

Ho conosciuto 4 artiste bravissime. Abbiamo legato da subito ed è stata una sensazione pazzesca! …come fossimo amiche da tutta la vita! ❤️
Ho collaborato con Annaclara di Areaconcerti, che è meravigliosa, bellissima e di una professionalità incredibile.
È ho conosciuto il team italiano di Lancôme 😍… adoro.

Poi, che dire, un’affluenza mai vista! In tantissimi mi siete venuti a trovare, a salutare, mi avete mandato foto e video davanti alla mia Opera.

Tutte le foto le ha scattate, come sempre per quel che riguarda me, sono di Gio, e sono così belle che le ha volute anche Lancôme ❤️.

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Con questo articolo lunghissimo, vi saluto (dalla California 😎) e vi ringrazio per esserci stati. Anche “solo” con il cuore.

WRITE HER FUTURE

Ci siamo.

Settembre è arrivato e io sono pronta a vivere questo mese ricco di bellezza.

Inizio questo weekend con la mia Opera, titolata “WIDE AWAKE”, esposta alla Triennale di Milano.

!!! Sì, alla Triennale di Milano !!!

Come potete immaginare, sono super felice e lusingata!

Ho realizzato “WIDE AWAKE” per il progetto #WriteHerFuture, in collaborazione con Lancome e ActionAid, inserito, insieme all’Opera di altre 4 artiste, all’interno della manifestazione “IL TEMPO DELLE DONNE“; evento organizzato da Corriere della Sera da un’idea de La27esimaOra e in collaborazione con IoDonna.


Questa la presentazione dell’iniziativa:

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Sono molto onorata di essere una delle testimonial italiane di questo progetto per Lancome.

La causa è davvero importante.

Si parla di libertà, di indipendenza e di positività. Di inclusione e consapevolezza.


Questa la mia Opera e la mia presentazione:

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Mi troverete bazzicare in Triennale venerdì, sabato e domenica.  Domenica, in particolare, alle 14.30 sarò all’appuntamento dedicato:”GIOIA DI IMPARARE, GIOIA DI INSEGNARE” powered by LANCOME.

QUI il programma copleto di tutti gli appuntamenti:

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Finito questo meraviglioso evento, il lunedì io e Gio partiamo: destinazione California. Ovviamente vi aggiornerò.

Nel frattempo spero di incontrarvi questo weekend a Milano!

Angela

 

 

Obrigada

Nel bel mezzo di un periodo lavorativo molto intenso, io e Gio abbiamo deciso di scappare per un weekend lungo e così da un giorno all’altro abbiamo prenotato volo e Airbnb.

Destinazione: Faro (Portogallo)

Cosi venerdì mattina col volo TP821 delle 6.05 siamo partiti.

Scalo a Lisbona di un’oretta e poi altro aereo, sempre della TAP, verso l’aeroporto di Faro.

Là, la nostra amica Maria, nel suo ultimo giorno di vacanza a Fuseta e soprattutto nel giorno del suo compleanno, ci è venuta a prendere in aeroporto. Per pranzo, sul luogo mare di Fuseta, io ho ordinato dei crostini super mega agliati con i gamberi e Gio degli spiedini di pollo spicy innafiati di Imperial (birra). Tutto ottimo. Abbiamo poi passeggiato nel piccolo paese fino ad arrivare a casa sua.

Programma della serata: amici, pollo piri piri (STRABUONO!) e vino Casal Garcia. Tanto vino. Tanto.

Dopo 23 ore in piedi, abbiamo salutato e ringraziato Maria e famiglia e abbiamo chiamato un Uber che ci ha portati alla nostra casetta sulla spiaggia di Faro.

Dal momento in cui Gio ha aperto la porta, recuperando la chiave sotto lo zerbino, a che mi sono addormentata devono essere passati dai 10 ai 15 minuti.

La mattina ci ha accolto con il rumore dell’oceano e il sole che si affacciava alla nostra finestra.

Un capolavoro di panorama.😍

Avete presente quando guardando i film uno sogna la casa sulla spiaggia? Ecco, così.

Tra l’altro una spiaggia libera e poco frequentata. Scendere scalza, in costume con il solo salviettone in mano non ha prezzo.

Ma, prima cosa da fare, principalmente per garantire il mio buon umore (maledetto brutto carattere!), è colazione. Così nel barettino vicino casa, abbiamo mangiato quattro pastelaria (un dolce tipico con crema pasticciera in cestini di pasta sfoglia), e bevuto due freschissime spremute d’arancia.

Così la giornata è iniziata come si deve.

Ok, vado un po’ più spedita nel racconto…

Il primo giorno abbiamo cazzeggiato in spiaggia. Preso il sole, raccolto conchiglie e soprattutto riposato. Per pranzo da Ze Maria, sotto casa, io ho mangiato un buon calamaro alla griglia e Gio un filetto di tonno. L’insalata di contorno (pomodori, cetrioli e cipolle), era davvero super.

Poi ancora spiaggia. Fino all’ora dell’aperitivo consumato sul nostro balcone vista meraviglia. Patatine e birre Super Block.

Doccia e Uber fino al centro di Faro dove abbiamo mangiato delle frittissime Tapas a base di salsicce piccanti e delle patatine… fritte, ovviamente. Passeggiata nel caratteristico centro storico, un po’ di shopping e a casa.

Con le onde a cullarci abbiamo dormito fino alle 8.30.

Alle 9.30 il traghetto (costo solo andata per due 3.80€) ci ha portato in una ventina di minuti al centro di Faro dove, dopo colazione e l’acquisto di una stupenda piastrella, in una stupenda bottega, alle 12.00 abbiamo noleggiato il potentissimo scooter che ai 60kh ci ha portati a Sagres.

Prima di arrivare a destinazione, dopo quelle due ore di culo a pezzi, ci siamo fermati a Lagos per mangiare due avocado toast. Abbiamo passeggiato brevemente in questo centro, molto più turistico rispetto a Faro, per poi rimetterci in viaggio.

Altri 30 minuti per scorgere già da lontano le imponenti scogliere a strapiombo sul mare. Abbiamo parcheggiato sotto al faro per restare totalmente incantati dal posto.

Il mare blu, le scogliere grigie, le onde, la schiuma bianca, le vertigini, il cielo azzurro e un orizzonte così lontano da essere sfumato.

Un bar, un museo è un negozio di souvenir. Fine.

La fine del mondo, sia come bellezza che come storia.

Sì, perché quel punto della Terra, Cabo de San Vicente, segnato anche con il Km 0, si pensava fosse letteralmente la fine del mondo.

La terra si credeva fosse piatta e si era convinti che oltre quella scogliera non ci fosse più Terra e che, ad un certo punto, l’oceano cadesse, quindi, nel vuoto.

Affascinante trovarci lì.

Foto foto e foto per poi riprendere lo scooter per tornare.

Ma qui ecco che guido io!   Risultati immagini per ACHTUNG!

L’ultima cosa a motore e a due ruote che avevo guidato, era il mio Garelli quando avevo 14 anni. Quindi, tutto sotto controllo!

All’altezza di Lagos, dove avrei dovuto destreggiarmi in mezzo alle macchine e gente, dopo una mezz’ora, ho preferito cedere il mezzo a Gio per evitare disastri. Inesperta e coraggiosa, ma non incosciente!

All’ora dell’aperitivo siamo scesi in un altra cittadina: Albufeira.

Una passeggiata (scalza, causa una bolla sul piede da infradito), e due piña colada prima di rientrare definitivamente alla Praia de Faro. Alla nostra casa sulla spiaggia.

La mia ustione sulle cosce e sui piedi ormai evidenti come quella sulle braccia di Gio, sono stati solo uno dei souvenir della bellissima giornata.

Notte.

Mattina in spiaggia, dove eravamo praticamente solo noi, e intorno a mezzo giorno ci siamo diretti all’aeroporto per il ritorno.

Bella, bellissima vacanza. E queste foto di Gio mi emozionano come non so spiegarvi.❤️

Un posto che consiglio vivamente, e che sarà speciale anche per voi se (ma questo vale per tutti i posti) se ci andate con la persona giusta.

Come ultima cosa volevo darvi l’informazione che tutti starete aspettando: la birra l’ho pagata 90 centesimi. Già.😉

l’ARTE del vendersi…male

Eh sì, anche il vendersi male è un arte.

E io in questo ho almeno un Master.

Aggiungiamoci pure che non amo avere rapporti forzati con le persone per convenienza (le chiamano public relation… mah…). E’ che io non mi sforzo di piacere a tutti e questo, fa sì che quando mi relaziono con qualcuno c’è una possibilità che io in partenza non stia particolarmente simpatica, creando un potenziale pregiudizio. Attenzione sono sempre educata e cortese, ma non sono l’anima della festa, se non ho nulla da dire preferisco ascoltare e non sono curiosa dei fatti degli altri.

Per una pessima performance è importante partire male. Regola numero uno.

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Poi per peggiorare ci sono mille strade:

  • parlo della mia vita. Non terribile, ma non proprio delle più semplici. La mia storia personale spesso suscita lo sguardo “ti sono vicina”. In realtà io sono felice del mio percorso e per me è un punto di forza… ma ovviamente questo messaggio non passa mai.
  • parlo dei miei lavori, passati e futuri. Ma avendo fatto mille cose e facendo sempre lavori creativi cosa posso fare secondo voi? Minimizzo. Sminuisco quello che faccio per paura che possa suscitare quel “va beh, allora tiratela”.

Ottimo.

  • parlo di hobbies, cibo e sport? Peggio del peggio: non ho hobbies perché lavoro o mi godo la vita insieme a Gio (reazione “sbuffo”), non faccio sport ma sono discretamente in forma (reazione “sì, certo”). Per il cibo mi controllo un po’,e come una dilettante inciampo sempre nel motivare la mia attenzione nel non esagerare citando un inizio di bulimia in adolescenza (reazione “che disagio”).

A volte mi sembra di aver avuto un sacco di vite, incontrato un sacco di persone, fatto davvero un sacco di cose. Alcune pessime e alcune bellissime, importanti. Sono straripante di interessi e vivo di quelle che sono le mie passioni. Ma sono incapace nello spiegarlo, nello spiegare me.

Il risultato di una conversazione può spaziare dal disagio, al precariato, passando per presunzione mal celata alla menosità generica.

Insomma, bene ma non benissimo.😂

 

Si può imparare a sciare da grandi?

Non lo so, non ne ho la certezza, ma la speranza sì.

Mi va bene anche imparare poco e male, intendiamoci. Essere la scarsa del gruppo. Attualmente, di solito il mio posto è quello in rifugio, a lavorare mentre aspetto gli altri per il pranzo. Tra l’essere un nuovo Stenmark e ingozzarmi mentre gli altri sciano ci sarà una via di mezzo nella quale potermi barcamenare!

Così questo 2018 ho deciso di provare.

Per prendere confidenza con l’attività, ho voluto provare a pattinare sul ghiaccio. E nonostante l’inesistente pertinenza con lo sci, Gio mi ha comunque portato a Como a pattinare. Io e i bambini. E i bambini erano bravissimi.

Sono una donna alta 180 scoordinata in un modo sconsiderato. Dannazione!

Ma non sono caduta, nemmeno quando un bambino ha tentato di falciarmi.

Felice della mia imbarazzante performance, in sella al Guzzi (sì, anche a gennaio) siamo andati da Morganair a comprarmi la tuta da sci. Potevo scegliere tra diversi pantaloni e giacconi bellissimi, femminili, direi sexy… e invece no.

La tuta stile meccanico sul manichino ha catturato la mia attenzione e ciao. Bella, grigia e soprattutto intera, dettaglio non trascurabile immaginandomi più per terra che in piedi!

Finalmente è arrivato il venerdì.

Gio aveva provato a chiamare e scrivere all’impianto per richiedere un istruttore. Nonostante la mancata risposta siamo comunque partiti verso i Piani di Bobbio.

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Di istruttori disponibili neanche l’ombra, per cui niente: Gio non ha sciato e un istruttore bolzanino si è impossessato di lui:

<Brava, vieni giù… piano… fetta di torta e gira… piano…fetta di torta…>

E così fino a pomeriggio inoltrato. Sono caduta tanto, ma sono anche riuscita a fare una pista baby curvando e a spazzaneve… ah no, a fetta di torta!

 

 

raggiunta a Londra

Ogni venerdì parto, dipingo per 3 giorni e la domenica sera ritorno a casa. Questa è stata la routine in questo ultimo mese.

Quando sono a Londra, anche se per pochi giorni, sono davvero molto impegnata da mattina a sera, ma questo non mi impedisce di sentire la mancanza di Gio e di casa… che poi è la stessa cosa.

La settimana scorsa, di sabato è arrivato mio fratello per un paio di giorni e la domenica è arrivato anche Gio.

La gioia.

E così ho avuto modo di girare un po’ la città (nonostante un freddo che levatevi proprio) e di avere le foto bellissime di Gio.

Una sera ci siamo visti con mio cugino Barry e sua moglie Miranda per cena e un’altra volta abbiamo pranzato con Lorenzo, un amico ed ex collega di Gio. Il tempo era davvero poco, avrei visto anche altri amici… ma va bene così!

Riassumo un po’ la questione cibo, ristoranti & co.

Il conto più alto lo abbiamo pagato da Benihana. Mangiato e bevuto molto bene però. Scopertona è stato A Wong, ristorante super cinese dove abbiamo mangiato super bene. Anche alla St George’s Tavern | Churchill’s Dining Room (il piano inferiore del pub) abbiamo mangiato una cucina tipica squisita. Dal FISH & CHIPS, una SLOW-COOKED STEAK, AMBER ALE & MUSHROOM PIE pazzesca,  un GLOUCESTER OLD SPOT SAUSAGES e gli SMOKED APPLEWOOD MACARONI CHEESE. Confermo le recensioni positive di Burger & Lobster, ottimo. Infine mi sento di menzionare un panino on la salsiccia preso da un baracchino in strada vicino al Tower Bridge e mangiato al vento. E’ che se non avete mai mangiato la tipica salsiccia inglese non potete capire di cosa io stia parlando.

Poi Gio è ripartito e io venerdì sono tornata ai miei pennelli e domenica di nuovo a casa. Malata per sicurezza. Perché se nei giorni off non ti ammali, non sei nessuno.

A presto!

Angela

London calls

Da un paio di settimane ho iniziato una collaborazione che mi porterà a Londra per i prossimi otto weekend. 🇬🇧

Sono ufficialmente una pendolare in aereo.

Ho uno zaino più o meno sempre pronto per poter andare avanti e indietro. Se quando viaggiate vi basta solo il bagaglio a mano, vi consiglio caldamente lo zaino perché spesso, spessissimo, capita che il posto nelle cappelliere finisca e che imbarchino i restanti bagagli… MA non gli zaini!

Il primo weekend che sono andata, dei tanti amici e parenti che vivono a Londra non ho chiamato nessuno, perché per i primi giorni ho voluto solo concentrarmi su questa nuova importante esperienza pittorica.

Ero agitata ed emozionata per la nuova avventura, ma anche un po’ spaventata. Quando sono via mi manca casa e soprattutto mi manca Gio… Non dormo bene senza di lui, nelle sere (poche per fortuna!) in cui sono là da sola.

Anyway, vado a Londra per disegnare delle figate in un posto fighissimo, questo ve lo posso dire! 😬🤣

Sono molto impegnata quando sto là e non ho molto tempo per girare, in realtà non ne ho affatto. Finisco davvero tardi e poi corro alla ricerca di cibo, ricerca non facilissima perché molti ristoranti hanno la cucina che chiude alle 10pm. Nonostante ciò, mangiare ho mangiato, non si scherza con una Varani affamata! E quindi vi consiglio gli hamburgher di Byron, a Soho e la Steak & Ale Pie alla Tattersalls Tavern a Knightbridge.

Ho mangiato anche un ottimo Fish and Chips in tarda serata, sempre per star leggera, da Scoff & Banter a Cromwell Rd. A Chinatown ho mangiato dei noodles in brodo con del manzo al Four Season, buoni.

Se dovete mangiare al volo consiglio per i sandwich, Pret a Manger e per il cibo giapponese, Wasabi.

Londra brilla già di Natale e passeggiare per le sue vie caratteristiche riempie gli occhi. Non fa nemmeno freddissimo, almeno non ancora!

Vi saluto… mi rendo conto che da questo articolo sembra che sia andata a Londra a mangiare, ma ve lo giuro: son là a disegnare! 👩‍🎨 Ahahahah!😅

See you soon

Angela

viaggiARTI

Dall’ultimo articolo sono successe un botto di cose…

Sì, mai più una pausa così lunga! Ma spesso devi scegliere se fare o raccontare, perché le ore di una giornata son sempre e solo 24. Era il momento di fare, di vivere.

I miei lavori procedono dandomi grandi soddisfazioni in certi casi, delusioni in altri e creando dilemmi esistenziali in altri ancora.

Ma oggi e qui vi racconterò di come ho iniziato il mio settembre stretta a Gio, in sella ad una moto in direzione Toscana.

Il giorno della partenza pioveva, ma noi preparati a tutto (brandizzati completamente Tucano Urbano) ci siamo vestiti da pioggia, e via. A mie spese ho scoperto che uno zainetto, se pur piccolo, con le vibrazioni alza il giubbino scoprendo tutta la schiena. 😑 Me ne sono accorta dopo un’ora… fradicia.

Tra le cose belle della moto è che con l’aria ti asciughi presto.

In poche ore siamo arrivati a Riomaggiore. DA TOGLIERE IL FIATO. Era la mia prima volta nelle Cinque Terre. Ogni scorcio è un quadro. I colori delle case, la roccia, lo strapiombo su un mare di un blu così intenso da farti perdere. Gio aveva prenotato (con Airbnb) la camera più bella e nella posizione migliore di tutta Riomaggiore. colazioni e aperitivo alla finestra, accarezzati dallo scroscio delle onde infrante sotto di noi. Un cielo che per essere all’altezza del panorama ha fatto davvero magie…

Un pomeriggio abbiamo preso il trenino e abbiamo visitato gli altri paesi delle Cinque Terre. Abbiamo cenato nella terrazza coperta del ristorante Rio Bistrot, guardando il mare tormentato. ANDATE A MANGIARE DA RIO BISTROT! Sono serissima, andate! Tutto buonissimo, ma la pasta con pesto di pistacchi, bottarga e scampi crudi… non ve lo so trovare un aggettivo per questo cibo degli Dei. Andate e mangiatela.

Passati un paio di giorni, abbiamo ripreso il Guzzi e ci siamo rimessi in viaggio. Tappa per il pranzo a Talamone a La Locanda dei Mille dove i salumi erano davvero buonissimi. Passeggiata lungo le Mura fino alla Rocca aldobrandescada che ospitò alcuni volontari che s’imbarcarono per la spedizione dei Mille. Infine, il nostro tipico giro lungo il molo fino al Faro e di nuovo in sella sulla SS1, la via Aurelia.

Arrivati a Porto Ercole abbiamo lanciato letteralmente le borse in appartamento e siamo volati al mare.

…come faccio a racontarvi 5 giorni di mare stupendo, tramonti, cene, strade che in moto diventano una parte del tuo cuore… Fermarci, abbracciarci… Respirare anche con gliocchi per tanta meraviglia. Gli sterrati col V7, la polvere e stringermi fortissima a Gio…

Ogni istante resterà con me per sempre. ❤️

Ma parliamo di cibo.

a La grotta del Pescatore abbiamo mangiato bene, non benissimo, ma il vino. Il vino sapeva di sudore. Giuro. Da non ripetere.

Da Luca, nel suo Le Plaisir Du Vin, l’esperienza enogastronomica è stata davvero interessante e ottima. Non a buon mercato, è vero, ma abbiamo mangiato piatti davvero particolari e ricercati.

Vi segnalo positivamente anche l’Alcina Hostaria, dove abbiamo dovuto prenotare tipo il giorno prima per mangiare alle 10 della sera dopo (pazzesca l’affluenza in questo ristorante con una ventina di coperti), ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo mangiato davvero bene! L’antipasto micsto consigliato dallo Chef è stato un percorso di sapori ottimo.

Per gli eventuali take away, vi consiglio il Sandwich Club e se optate per la pizza da Grano è buonissima.

Di tutte le spiagge ho preferito quelle rocciose, dove l’acqua realizzava opere d’arte pazzesche. La minicrociera sull’Isola del Giglio e Giannutri ci ha regalato una giornata perfetta. Tuffarci dalle rocce, guardare i pesci con le maschere, arrampicarci per risalire. I riflessi del sole sulla nostra pelle, i sorrisi. Il risotto ai frutti di mare e il fritto misto (sì ho fame e parlo continuamente di cibo, ok?!) durante la navigazione, seduti tra gli anziani e una coppia straniera. Il mio tentativo di parlare francese, mentre Gio come sempre a suo agio tra i vecchi, tentava di aiutarmi, ma in inglese. Le risate.

Poi nel tardo pomeriggio il rientro. Il giro completo dell’Argentario, le stradine sterrate a strapiombo sul mare, nessuna protezione. Fermarci per ammirare il tramonto da un punto del mondo solo nostro. La perfezione. La felicità. La pace.

Dopo alcuni giorni, con il pieno di meraviglia, abbiamo ripreso il nostro viaggio. Direzione Siena. Una mattina tra i sui vicoli che sfociano nella famosissima piazza. Dicese e salite in uno spiazzo davvero immenso. Per il pranzo abbiamo optato per fermarci, poi, a Colle Val d’Elsa a L’Antica Trattoria dal sciur Enrico. OTTIMO. Dai salumi, alla trippa che non  mangiavo da 1000 anni ai secondi di carne. Non economico, ma ne vale la pena.

A San Giminiano abbiamo alloggiato alla Fattoria Voltrona, un posto bellissimo immerso nelle colline toscane, con piscina, cavalli, un ristorante panoramico, dove mi son ripromessa di tornare per rivedere con un po’ più di calma sia Volterra che San Giminiano dei quali posso solo dire: belli e l’aperitivo buono. 😉 Ah, ve la do comunque una dritta: Porgi l’altra Pancia nel centro storico di Volterra. E’ tra un’enoteca e una gastronomia; noi abbiamo fatto un ottimo aperitivo e abbiamo comprato un sacco di cose, dall’olio, ai dolci.

E poi il giorno del ritorno è arrivato. Ancora pioggia, fino a Firenze, ma questa volta sono arrivata tutta asciutta.

Che vacanza! Scrivo scuotendo la testa perché è stato davvero un viaggio perfetto.

Chi di voi volesse fare un viaggio e prenotare come abbiamo fatto noi con Airbnb può avere 25€ di sconto cliccando ⇒QUI⇐ .

Qui il video emozionante realizzato da #giovaife

Grazie ovviamente a Gio per la sua solita organizzazione impeccabile, per essere esattamente così com’è e per le foto che ci ricorderanno sembre la bellezza vissuta in questa vacanza.

Più riassunto di così era impossibile.

Angela

 

 

ricaricARTI

Ci sono momenti in cui uno si deve fermare. ✋🏻

Solo per un attimo, ma ci si deve fermare. Riposare. Respirare. Il sovraccarico di progetti, di eventi, è stimolante ma, per poi affrontare e gestire “tutto” con l’energia che il “tutto” merita bisogna staccare un secondo e recuperare, per poi dare il meglio.

Questa premessa per dire che ho passato qualche giornata a fare del sacrosanto e meritatissimo NIENTE.

Qualche passeggiata nel comasco, giretto in moto e poi ho dormito. Tantissimo.

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Ho mangiato tanto e, per sicurezza, anche delle ottime “porcherie” . Il junk food è l’inevitabile scelta quando sei sul divano a giocare con la switch a Martio Kart. E quanto mi sono pure incazzata quando perdevo… mentre Gio mi sopportava accumulando vittorie e soprattutto punti Karma come se non ci fosse un domani.

Non ho disegnato.

Nemmeno una riga su un foglio.

Fare Wonder Woman quando non serve, NON SERVE. Ecco. Molto semplice. E accettarlo e adagiarsi talvolta è salutare. Quindi ciao. 😂

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tutte le foto sono di Gio

Martedì prossimo vi prometto contenuti scoppiettanti. 🎉🎉🎉

O almeno ci proverò.

Angela

 

Riflessi di me

Oggi voglio raccontarvi di una ragazza che amava il mare. Di una bambina che stava sempre in acqua e che ha imparato a nuotare a tre anni (bevendo litri di Adriatico😑). Di una donna che poi al mare non c’è andata più.

Fino ad ora. 😬

Ho trascorso tutte le mie estati, direi le mie prime 16 o 17 estati, a Kraljevica. Mia mamma è croata e mio zio Nikola viveva là, al mare. La Croazia era ancora Jugoslavia, fino al ’91, e gli italiani in vacanza erano pochissimi. Solo turisti tedeschi.

…chissà com’è che i tedeschi arrivano spesso nei posti prima di “noi”, e soprattutto prima che i turisti “medi” italiani li imbrattino di cicchi di sigarette e italianità. Vabbè…

Mio zio Nikola aveva una barca, come tutte le persone del paese, e mi ha insegnato a giocare a scacchi. La sua casa sapeva di buono, di pane salato e di libri vecchi. I suoi occhi erano dolci e nelle sue mani c’era quello che per me significava il mare.

Il sole mi ha sempre reso cinese… qui con mio fratello.


Quando è mancato mio zio, piano piano siamo andati in Croazia sempre meno, fino a smettere del tutto.

Il sentirmi in pace con me stessa vicino al mare, vicino all’acqua, è rimasta però una costante per anni, tanto che quando decisi di venire a vivere a Milano, mi dissi “ok, se non riuscirò a fare la scenografa, andrò a vivere al mare.”

Ma cocciuta e determinata come sono, mi c’è voluto poco più del tempo del Master in scenografia, per riuscire poi a fare il lavoro che avevo desiderato. Quindi niente trasferimento al mare.

Ho fatto delle vacanze in questi anni, certamente, ma sempre meno e sempre più corte. E quasi mai in posti di mare. Spesso ho unito impegni lavorativi per visitare città.

Ma i riflessi del mondo sull’acqua, il rumore dell’aria che la smuove… il sentimento di libertà e di purezza che da lo spettacolo dell’acqua… ogni sua immagine e ogni momento unico e meraviglioso… quello non lo da nessun’altra cosa al mondo.

Dopo anni di assenza dal mare, nell’agosto di 6 anni fa ho pregato due mie care amiche, Deborah e Nicoletta, di accompagnarmi in un qualsiasi posto con dell’acqua nella quale poterci “pucciare”, per festeggiare il mio compleanno. Partimmo il 15 agosto in treno per andare ad Ischia. Cinque giorni bellissimi e indimenticabili.

Poi più nulla.

Niente mare, niente acqua, niente riflessi, niente brezza, niente musica d’acqua, niente…

Ho lavorato molto. Ho fatto tante cose. Troppo poco mi sono ricordata di rilassarmi, e ad un certo punto mi sono perfino dimenticata di quanto il mare mi facesse sentire bene.

Addirittura per un periodo mi sono raccontata che “vacanza al mare” significava “caldo” e a me il caldo non faceva stare bene. E su quello posso in parte trovarmi ancora d’accordo: il caldo a Milano, quello peso, quello che tra l’afa e lo smog non ti fa respirare… effettivamente quello non mi faceva stare bene.

Per fortuna, quando non si rinsavisce da soli, la vita spesso ci da l’opportunità o ci fa incontrare chi ci fa rinsavire.

E così, durante l’autunno e l’inverno appena trascorsi, ho conosciuto il lago. …cioè… prima ho conosciuto Gio, e poi lui mi ha fatto conoscere il lago! 😂😂😂ahahah!

Un posto meraviglioso che riesce a liberarmi la mente dai pensieri, dalle mille cose da fare. In mezzo alle montagne. Una palette colori davvero emozionante.

Ho addirittura l’impressione di respirare meglio, di riuscire ad ascoltarmi di più, perché non c’è caos lì. E attraverso l’acqua e i riflessi e la pacatezza del lago ho ritrovato quella bambina che si perdeva nei tramonti inghiottiti dall’acqua. Quella bambina che consumava tutti i pennarelli blu e azzurri per disegnare il mare. E il cielo sul mare.

Quella bambina che attraverso i riflessi del sole nell’acqua scopriva i punti di fuga e li interpretava con tutti gli altri colori fino ad arrivare al sole. Quel sole che le scaldava il cuore e che le era amico.

E poi, venerdì scorso, è successo.

C’era freschino, c’era il vento e il sole era timido, ma Gio mi ha portata al mare. Sono di un pallido che fa quasi tenerezza, ma la felicità… 😍

Sono tornata. Sono io. E sono così emozionata e grata…

Le foto sono ovviamente di Gio. ❤️

Per concludere… la premessa per questa primavera e per l’estate che verrà è meravigliosa. Pare che addirittura mi abbronzerò. Pazzesco, vero?

😎

Laku noć.

Angela