aggiornARTI

Sono successe un po’ di cose… un sacco di cose, in realtà…

Tra tutte, ho fatto un po’ di vacanza, qualche meraviglioso giro in moto e perfino in barca sull’amato Lago di Como, casa mia. Ho anche sbrigato incombenze burocratiche.

Ho realizzato un qualche storyboard, uno in particolare per un progetto fighissimo e ho realizzato un’Opera per il progetto “Write her Future” di Lancome in collaborazione con Actionaid del quale vi darò specifiche (tra cui l’esposizione alla Triennale di Milano) tra qualche settimana.

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Ho terminato tutte le illustrazioni del libro mio e di Gio e ora ci manca solo la copertina!

E Gio, al quale devo talmente un numero infinito di “grazie” che manco ve lo dico, ha lavorato sul mio sito, angelavarani.com, dando non solo una veste nuova, ma anche completezza di contenuti.

Mancano ancora un paio di cose, ma non resisto e devo condividere subito! Fateci un giro e ditemi cosa ne pensate… io lo adoro!

 

 

un abbraccio

Angela

 

 

 

si può fare. raccontARTI di me

“Ciao Angela tutto bene? Seguendoti su instagram e sulle varie piattaforme social, sono sicura di sì.”

E’ inizata con queste parole la mail in cui Stefania (membro della Congraga dei Presidenti) mi invitava alla Cerimonia di consegna delle borse di studio a Lugagnano Val d’Arda, nelle colline piacentine, per parlare ai ragazzi e portare la mia testimonianza lavorativa.

Perché io?

Perché ho frequentato quella scuola media, e perché ho sempre seguito e seguo i miei sogni e lavoro duro per realizzarli. Questa la motivazione.

Mi ci rivedo? ASSOLUTAMENTE SI’.

“Devi solo parlare di te, del tuo lavoro, del tuo percorso partito da Lugagnano Val d’Arda”

“OK, Stefania, lo posso fare.”

ººº

E così sabato scorso, “IL” Giorno, è arrivato. Sveglia alle 6.30 per prepararci ed essere a Lugagnano per le 9.30. Non pensate che mi faccia schifo dormire, è che la maggior parte dei miei appuntamenti sono alla mattina!

Quindi, fresca come una rosa, cerco di vestirmi non in modo troppo elegante, ma nemmeno troppo casual. Ci sto già pensando troppo… il che sta a significare che sono un po’ agitata. Molto bene.

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Appena arrivati al Teatro Comunale (per me la mia ex palestra), sono stata inglobata da una quantità di affetto travolgente. Persone che non credevo nemmeno mi conoscessero, mi salutavano sorridenti, mi abbracciavano e si congratulavano con me per il mio lavoro. Una sensazione quasi strana, inaspettata…

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Lavoro tanto e mi impegno tanto, ma lo faccio per me, e quando incontro persone che “me lo riconoscono” mi fa sempre un po’ strano… oltre che lusingarmi immensamente.

Salgo sul palco, introdotta da Claudio (della congrega dei Presidenti). La penombra in platea mi permette di scorgerne la pienezza. Silenzio… e dopo un “Buongiorno a tutti e grazie infinite per avermi invitata”, il vuoto.

Aiuto, non mi vengono le parole. Nemmeno una.

Un silenzio che per me dura ore. Mi guardo i piedi. Respirone e via.

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Non ve lo scrivo tutto il discorso, anche perché mica me lo ricordo! Non mi sono, volutamente, preparata nulla. Ho impaginato una presentazione, per lo più di immagini, proiettata mentre raccontavo la mia storia.

Ho parlato di amore e di passione per i propri sogni.

Ho parlato di impegno e determinazione. Di costanza.

Di pianti e di risate.

Ho detto loro che troveranno sicuramente qualcuno che cercherà di ridimensionare i loro sogni, di renderli più «possibili». E non lo farà per tarpar loro le ali, ma solo pensando di proteggerli da eventuali delusioni.

Più sogniamo in grande, e più sarà grande la potenziale delusione.

Più sarà grande il lavoro che dovremo fare, l’impegno che dovremo metterci. Un impegno costante. Un cadere e rialzarci un numero di volte infinito. E’ perché la vita ci mette alla prova e ci aiuta a capire se «quella cosa lì» la vuoi davvero e la vuoi abbastanza.

BISOGNA DIFENDERE I NOSTRI SOGNI E LOTTARE PER ESSI. Se lo meritano e lo meritiamo anche noi.

Si può fare. Questo ho detto loro.

Non è facile, ma è possibile… ed è già una gran cosa! Potranno diventare qualsiasi cosa desiderino, potranno svolgere qualsiasi professione vogliano, con tanto impegno, quello sì, ma ne vale la pena, perché se c’è una cosa per cui impegnarci è per cercare di essere felici.

Mentre guardavo la luce del faro che mi puntava e dicevo “si può fare” mi sono detta “oh no, lo hanno già detto!!!”…

E però, invece di sembrare Obama, temo di essere stata molto più simile a Gene Wilder.

A presto

Angela