my “WIDE AWAKE” for #writeherfuture by Lancôme

Titolo “WIDE AWAKE”

Quando dormiamo siamo liberi.
Quando dormiamo, spesso, viviamo dei sogni.
Quando dormiamo non c’è finzione, siamo ciò che siamo, senza sovrastrutture, senza inibizione e senza freni.

E la bellezza di svegliarci, totalmente inibite con la consapevolezza di essere padrone di noi stesse.
La femminilità. Svegliarci per essere pronte ad affrontare le sfide e cogliere le opportunità.

Svegliarci per vivere.

Convinte di possedere le qualità per realizzare i propri sogni, per migliorare la nostra vita e di conseguenza quella delle persone che amiamo.

Lavorare per trasformarci nella migliore versione di noi stesse, non è solamente POSSIBILE, ma è un obbligo che dovremmo sentire verso ciascun di noi.

“Se lo puoi sognare, lo puoi fare” diceva Walt Disney, un genio dell’immaginazione, un realizzatore di sogni.

Ho voluto rappresentare questo momento del risveglio.
Il momento in cui i nostri sogni sono ancora lì e non persi o messi in secondo piano dalle incombenze e dalle paure. Il momento in cui spesso ci si prende un momento per noi e si riflette su ciò che siamo, su dove stiamo andando. SIAMO FELICI? Stiamo facendo del nostro meglio?

Cercare la felicità, la realizzazione non è egoismo, ma il mezzo che ci fa essere anche lo strumento migliore per aiutare gli altri ad essere felici.

A volte la notte porta consiglio, consolazione e altre volte sconforto.
Tutto è importante, ed è importante gestire tutte le emozioni per acquisire la consapevolezza necessaria per raggiungere l’indipendenza e la libertà.

Lettura dell’Opera:

La donna raffigurata è inizialmente indecisa tra l’essere tormentata o speranzosa, sfugge al risveglio, alle situazioni scomode e che la spaventano, per le quali non si sente all’altezza ma che deve affrontare ed è rappresentata a matita. Schizzata con una graffite morbida e imprecisa in alcuni punti. Una matita che nasconde un forte carattere, tanto ribelle da restarmi sull’adduttore ad ogni tavola.

Il focus dell’Opera è sulla donna raffigurata perfettamente perpendicolare all’inquadratura.

COMPLETAMENTE SVEGLIA, consapevole, ma non simmetrica (non lo è mai nessuno).L’armonia delle forme richiama al Rinascimento non a caso: in questo periodo artistico iniziò una nuova percezione dell’uomo e del mondo, dove il singolo individuo è in grado di autodeterminarsi e di coltivare le proprie doti.

Le linee richiamano quindi un periodo passato, mentre la tecnica scelta, l’acquerello, urla il presente con delicatezza minimale e femminile, ma non per questo debole. Lo sguardo, rivolto verso lo spettatore, vuole essere motivante. Il colore è solo su di lei per rimarcare che dipende da noi riuscire o meno.

Il candore e la purezza delle lenzuola, bianche come le pagine del nostro FUTURO. Solo noi possiamo scriverlo, correggerlo se necessario. Che ci crediamo o no.

Questa la mia Opera realizzata per #writeherfuture, programma di Lancôme in collaborazione con ActionAid, dedicato alle donne e alla lotta contro l’analfabetismo femminile in Italia.

Per questo progetto, in partnership con Lancôme, sono stata coinvolta insieme ad altre 4 artiste (Sara Ciprandi, La Fille Bertha, Natalia Resmini e Amanda Toy). Le nostre 5 Opere sono state esposte alla Triennale di Milano in occasione de Il tempo delle donne 2018.

Il Tempo delle donne”, evento promosso da #RCS e Corriere della sera, quest’anno è stato un grande successo. Ricco di ospiti e argomenti importanti.

Sì è parlato di FELICITÀ, di INCLUSIONE e di INDIPENDENZA.

Abbiamo poi deciso di donare queste nostre Opere per la causa. Così ad ottobre, la mia WIDE AWAKE insieme alle altre 4, andrà all’asta ( su Charity Stars ) per permettere a sempre più ragazze di raggiungere i propri obiettivi nella vita.

Dopo questa spiega (necessaria perché la causa è davvero importante!) vi posso dire che i giorni in Triennale sono stati super!

Ho conosciuto 4 artiste bravissime. Abbiamo legato da subito ed è stata una sensazione pazzesca! …come fossimo amiche da tutta la vita! ❤️
Ho collaborato con Annaclara di Areaconcerti, che è meravigliosa, bellissima e di una professionalità incredibile.
È ho conosciuto il team italiano di Lancôme 😍… adoro.

Poi, che dire, un’affluenza mai vista! In tantissimi mi siete venuti a trovare, a salutare, mi avete mandato foto e video davanti alla mia Opera.

Tutte le foto le ha scattate, come sempre per quel che riguarda me, sono di Gio, e sono così belle che le ha volute anche Lancôme ❤️.

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Con questo articolo lunghissimo, vi saluto (dalla California 😎) e vi ringrazio per esserci stati. Anche “solo” con il cuore.

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WRITE HER FUTURE

Ci siamo.

Settembre è arrivato e io sono pronta a vivere questo mese ricco di bellezza.

Inizio questo weekend con la mia Opera, titolata “WIDE AWAKE”, esposta alla Triennale di Milano.

!!! Sì, alla Triennale di Milano !!!

Come potete immaginare, sono super felice e lusingata!

Ho realizzato “WIDE AWAKE” per il progetto #WriteHerFuture, in collaborazione con Lancome e ActionAid, inserito, insieme all’Opera di altre 4 artiste, all’interno della manifestazione “IL TEMPO DELLE DONNE“; evento organizzato da Corriere della Sera da un’idea de La27esimaOra e in collaborazione con IoDonna.


Questa la presentazione dell’iniziativa:

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Sono molto onorata di essere una delle testimonial italiane di questo progetto per Lancome.

La causa è davvero importante.

Si parla di libertà, di indipendenza e di positività. Di inclusione e consapevolezza.


Questa la mia Opera e la mia presentazione:

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Mi troverete bazzicare in Triennale venerdì, sabato e domenica.  Domenica, in particolare, alle 14.30 sarò all’appuntamento dedicato:”GIOIA DI IMPARARE, GIOIA DI INSEGNARE” powered by LANCOME.

QUI il programma copleto di tutti gli appuntamenti:

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Finito questo meraviglioso evento, il lunedì io e Gio partiamo: destinazione California. Ovviamente vi aggiornerò.

Nel frattempo spero di incontrarvi questo weekend a Milano!

Angela

 

 

aggiornARTI

Sono successe un po’ di cose… un sacco di cose, in realtà…

Tra tutte, ho fatto un po’ di vacanza, qualche meraviglioso giro in moto e perfino in barca sull’amato Lago di Como, casa mia. Ho anche sbrigato incombenze burocratiche.

Ho realizzato un qualche storyboard, uno in particolare per un progetto fighissimo e ho realizzato un’Opera per il progetto “Write her Future” di Lancome in collaborazione con Actionaid del quale vi darò specifiche (tra cui l’esposizione alla Triennale di Milano) tra qualche settimana.

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Ho terminato tutte le illustrazioni del libro mio e di Gio e ora ci manca solo la copertina!

E Gio, al quale devo talmente un numero infinito di “grazie” che manco ve lo dico, ha lavorato sul mio sito, angelavarani.com, dando non solo una veste nuova, ma anche completezza di contenuti.

Mancano ancora un paio di cose, ma non resisto e devo condividere subito! Fateci un giro e ditemi cosa ne pensate… io lo adoro!

 

 

un abbraccio

Angela

 

 

 

Obrigada

Nel bel mezzo di un periodo lavorativo molto intenso, io e Gio abbiamo deciso di scappare per un weekend lungo e così da un giorno all’altro abbiamo prenotato volo e Airbnb.

Destinazione: Faro (Portogallo)

Cosi venerdì mattina col volo TP821 delle 6.05 siamo partiti.

Scalo a Lisbona di un’oretta e poi altro aereo, sempre della TAP, verso l’aeroporto di Faro.

Là, la nostra amica Maria, nel suo ultimo giorno di vacanza a Fuseta e soprattutto nel giorno del suo compleanno, ci è venuta a prendere in aeroporto. Per pranzo, sul luogo mare di Fuseta, io ho ordinato dei crostini super mega agliati con i gamberi e Gio degli spiedini di pollo spicy innafiati di Imperial (birra). Tutto ottimo. Abbiamo poi passeggiato nel piccolo paese fino ad arrivare a casa sua.

Programma della serata: amici, pollo piri piri (STRABUONO!) e vino Casal Garcia. Tanto vino. Tanto.

Dopo 23 ore in piedi, abbiamo salutato e ringraziato Maria e famiglia e abbiamo chiamato un Uber che ci ha portati alla nostra casetta sulla spiaggia di Faro.

Dal momento in cui Gio ha aperto la porta, recuperando la chiave sotto lo zerbino, a che mi sono addormentata devono essere passati dai 10 ai 15 minuti.

La mattina ci ha accolto con il rumore dell’oceano e il sole che si affacciava alla nostra finestra.

Un capolavoro di panorama.😍

Avete presente quando guardando i film uno sogna la casa sulla spiaggia? Ecco, così.

Tra l’altro una spiaggia libera e poco frequentata. Scendere scalza, in costume con il solo salviettone in mano non ha prezzo.

Ma, prima cosa da fare, principalmente per garantire il mio buon umore (maledetto brutto carattere!), è colazione. Così nel barettino vicino casa, abbiamo mangiato quattro pastelaria (un dolce tipico con crema pasticciera in cestini di pasta sfoglia), e bevuto due freschissime spremute d’arancia.

Così la giornata è iniziata come si deve.

Ok, vado un po’ più spedita nel racconto…

Il primo giorno abbiamo cazzeggiato in spiaggia. Preso il sole, raccolto conchiglie e soprattutto riposato. Per pranzo da Ze Maria, sotto casa, io ho mangiato un buon calamaro alla griglia e Gio un filetto di tonno. L’insalata di contorno (pomodori, cetrioli e cipolle), era davvero super.

Poi ancora spiaggia. Fino all’ora dell’aperitivo consumato sul nostro balcone vista meraviglia. Patatine e birre Super Block.

Doccia e Uber fino al centro di Faro dove abbiamo mangiato delle frittissime Tapas a base di salsicce piccanti e delle patatine… fritte, ovviamente. Passeggiata nel caratteristico centro storico, un po’ di shopping e a casa.

Con le onde a cullarci abbiamo dormito fino alle 8.30.

Alle 9.30 il traghetto (costo solo andata per due 3.80€) ci ha portato in una ventina di minuti al centro di Faro dove, dopo colazione e l’acquisto di una stupenda piastrella, in una stupenda bottega, alle 12.00 abbiamo noleggiato il potentissimo scooter che ai 60kh ci ha portati a Sagres.

Prima di arrivare a destinazione, dopo quelle due ore di culo a pezzi, ci siamo fermati a Lagos per mangiare due avocado toast. Abbiamo passeggiato brevemente in questo centro, molto più turistico rispetto a Faro, per poi rimetterci in viaggio.

Altri 30 minuti per scorgere già da lontano le imponenti scogliere a strapiombo sul mare. Abbiamo parcheggiato sotto al faro per restare totalmente incantati dal posto.

Il mare blu, le scogliere grigie, le onde, la schiuma bianca, le vertigini, il cielo azzurro e un orizzonte così lontano da essere sfumato.

Un bar, un museo è un negozio di souvenir. Fine.

La fine del mondo, sia come bellezza che come storia.

Sì, perché quel punto della Terra, Cabo de San Vicente, segnato anche con il Km 0, si pensava fosse letteralmente la fine del mondo.

La terra si credeva fosse piatta e si era convinti che oltre quella scogliera non ci fosse più Terra e che, ad un certo punto, l’oceano cadesse, quindi, nel vuoto.

Affascinante trovarci lì.

Foto foto e foto per poi riprendere lo scooter per tornare.

Ma qui ecco che guido io!   Risultati immagini per ACHTUNG!

L’ultima cosa a motore e a due ruote che avevo guidato, era il mio Garelli quando avevo 14 anni. Quindi, tutto sotto controllo!

All’altezza di Lagos, dove avrei dovuto destreggiarmi in mezzo alle macchine e gente, dopo una mezz’ora, ho preferito cedere il mezzo a Gio per evitare disastri. Inesperta e coraggiosa, ma non incosciente!

All’ora dell’aperitivo siamo scesi in un altra cittadina: Albufeira.

Una passeggiata (scalza, causa una bolla sul piede da infradito), e due piña colada prima di rientrare definitivamente alla Praia de Faro. Alla nostra casa sulla spiaggia.

La mia ustione sulle cosce e sui piedi ormai evidenti come quella sulle braccia di Gio, sono stati solo uno dei souvenir della bellissima giornata.

Notte.

Mattina in spiaggia, dove eravamo praticamente solo noi, e intorno a mezzo giorno ci siamo diretti all’aeroporto per il ritorno.

Bella, bellissima vacanza. E queste foto di Gio mi emozionano come non so spiegarvi.❤️

Un posto che consiglio vivamente, e che sarà speciale anche per voi se (ma questo vale per tutti i posti) se ci andate con la persona giusta.

Come ultima cosa volevo darvi l’informazione che tutti starete aspettando: la birra l’ho pagata 90 centesimi. Già.😉

Non solo montagna – Rifugio Rosalba

Per la rubrica “Non solo montagna”, ma soprattutto “falli due passi ogni tanto”, oggi vi parlo dell’ultima passeggiata.

Arrivati in macchina ai Piani dei Resinelli (LC), abbiamo comodamente parcheggiato contro ad una siepe sulla strada e da lì, io armata di un sacco di determinazione, ci siamo incamminati verso il sentiero delle Foppe (sentiero N.9).

Ore 10.05

Mi ero un po’ documentata sulla tipologia del percorso, un “E”, 550m di dislivello per una durata di un paio d’ore. Fattibile anche per me che come sapete sono portatrice sana di fiatone.

Il sentiero inizia attraversando il bosco dei faggi, davvero caratteristico, fino ad aprirsi sul panorama della grignetta e le sue guglie.

Il terreno è rocciosissimo, ma per questo non scivoloso. Un bel su e giù per almeno un’oretta e un quarto, in cui ho dovuto utilizzare anche le mani per tenermi alle rocce.

È una fortuna che questa parte del tragitto sia principalmente all’ombra, considerando che non sono pervenuti punti con acqua potabile.

Sali e scendi, scendi e sali dai gradoni naturali si arriva ad una distesa di pendii erbosi tra le guglie della montagna e vista sul lago. Pazzesco.

Tanti gli scalatori sulle guglie.

E da lì si vede anche il rifugio e il percorso dell’ultimo tratto di sentiero da percorrere per arrivare… e sembra lì, vicino vicino… invece manca ancora mezz’ora.

Mezz’ora di una salita più lieve, ma completamente al sole.

Dopo poco comincio a sentire la fatica, guardo l’orologio: le 11.34.

“Cazzo” penso, proprio come una principessa. E penso che fino a lì ero andata così bene, avevo tenuto botta. I piedi pesanti e caldo. Chiedo a Gio di fermarci un attimo per bere.

Sono sudata e ho caldo e sto iniziando a fare fatica. Da persona adulta quale sono, a questo punto, sbrocco. Non succede spesso che io faccia tanta fatica da dover sbroccare, ma una qualche occasione è capitata. In quel momento di estremo sforzo (mancanza di fiato, più che altro) penso di non essere adatta alla montagna e mi sembra (e sottolineo “mi sembra”) di non sentirmi felice. Gio, che ha la pazienza della vita e tanto amore, mi conosce più di quanto mi conosca io cerca di motivarmi tutte le volte che cedo.

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Quindi si va avanti.

Cammino. Scocciata. Mi rifermo e bevo. E cammino in silenzio.

Cammino quasi indispettita nei confronti di una montagna tanto pretenziosa.

Cammino, testa bassa. Sto arrivando.

Mi prendo un momento col panorama che, nonostante la fatica, non posso non trovare bellissimo.

Cammino. Fino alla cima.

Ed è a quel punto che, passati un cinque minuti, mi sento felice di nuovo.

 

Ieri, nonostante fosse un sentiero di difficoltà “E”, io ho accusato, ma riuscire quando senti di non farcela è una sensazione stupenda… ma non vi dico nulla di nuovo.

Dopo la salamella con polenta (6€) s’è fatta una certa, e abbiamo deciso di rientrare.

E ciao. 

 

non solo montagne

Siete nei pressi di Civate (LC) col desiderio di fare una passeggiata in un bel posto e non sapete dove andare?

Ma ve lo dico io! 

Sabato mattina abbiamo parcheggiato in paese a Civate e ci siamo diretti verso il complesso monumentale di San Pietro al Monte prendendo il sentiero 10.

Ore 10.30

La passeggiata nel bosco non è stata per nulla difficoltosa, in salita l’affanno lo avuto, certo, ma era comunque, piuttosto tranquilla (categoria E, che sta per escursionisti… ma vi assicuro che io non lo sono!). 🤣

Da quando ho imparato che in montagna ognuno ha il suo passo, quando sono stanca mi fermo un secondo e poi riprendo… non è scontato, ve lo giuro!

Completamente immersi nel verde si cammina per lo più in zone di ombra e in diversi punti ci si può rinfrescare con l’acqua della sorgente. S’incontrano, inoltre, una dozzina di bei cartelli con le “spieghe” dell’arte che attende all’arrivo.

Giunti in cima, si entra nel complesso monumentale attraverso l’ingresso Ora et Labora, in onore di tale motto benedettino che riassume lo spirito del monachesimo alto medievale.

Ore 11.30

Passati davanti all’oratorio, ci si trova sulla sinistra l’imponente scalone d’ingresso che porta alla basilica e sulla destra il panorama mozzafiato. E in mezzo prati, verdissimi e curatissimi.

Come raccontavo sabato nelle stories di Instagram, la leggenda narra che durante una battuta di caccia Adelchi, figlio del Re Desiderio, segui un cinghiale che si era nascosto e rannicchiato sotto all’altare di una chiesetta sul monte, come a pregare Dio di risparmiarlo. Quando Adelchi fece per scoccare la freccia perse la vista, e il cinghiale si salvò.

Pentito e aiutato da un eremita che era lì a pregare, sì sciacquò gli occhi alla sorgente e miracolosamente riprese a vedere.

il Re, suo padre, come ringraziamento per il miracolo ricevuto, fece edificare una grande Chiesa e il monastero nel 772.

La Basilica ha una sola navata un tempo interamente affrescata, al centro della quale si erge il ciborio e l’altare. Da lì una scala romanica porta nella cripta che pur essendo piccola è strutturata in tre navate divise da 9 colonne di granito.

Non c’è un rifugio, questo è importante da sapere, per cui per mangiare questo splendido posto chiama d’obbligo un bel pranzo al sacco. E quando il pic nic chiama, la Varani risponde.

0re 12.00

Pasta fredda, caprese, un piattino di salumi e formaggi e per concludere qualche ciliegia, è stato il menù improvvisato e organizzato nella mezzora prima di partire.

Un po’ di cazzeggio all’ombra, un po’ di cazzeggio al sole, un paio di mani a briscola e la conseguente grande diatriba sulle sue regole, son passate così un paio d’ore.

Di gente ce n’era, ma non tantissima e l’atmosfera era tranquilla.

ore 15.00

Che facciamo, scendiamo?

Ma per quale motivo rifare il sentiero dell’andata che conosci quando ne puoi sperimentare uno nuovo? E così il sentiero 7 e poi 11 ci ha riportati alla macchina.

…le foto di Gio sono sempre strabelle…

Ad ogni, modo, tornando a noi, se siete in zona e vi piace la montagna, l’arte e il verde, andate a farvi un giro, non ve ne pentirete… o almeno, io son stata proprio contenta.

Saluti. 

 

 

l’ARTE del vendersi…male

Eh sì, anche il vendersi male è un arte.

E io in questo ho almeno un Master.

Aggiungiamoci pure che non amo avere rapporti forzati con le persone per convenienza (le chiamano public relation… mah…). E’ che io non mi sforzo di piacere a tutti e questo, fa sì che quando mi relaziono con qualcuno c’è una possibilità che io in partenza non stia particolarmente simpatica, creando un potenziale pregiudizio. Attenzione sono sempre educata e cortese, ma non sono l’anima della festa, se non ho nulla da dire preferisco ascoltare e non sono curiosa dei fatti degli altri.

Per una pessima performance è importante partire male. Regola numero uno.

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Poi per peggiorare ci sono mille strade:

  • parlo della mia vita. Non terribile, ma non proprio delle più semplici. La mia storia personale spesso suscita lo sguardo “ti sono vicina”. In realtà io sono felice del mio percorso e per me è un punto di forza… ma ovviamente questo messaggio non passa mai.
  • parlo dei miei lavori, passati e futuri. Ma avendo fatto mille cose e facendo sempre lavori creativi cosa posso fare secondo voi? Minimizzo. Sminuisco quello che faccio per paura che possa suscitare quel “va beh, allora tiratela”.

Ottimo.

  • parlo di hobbies, cibo e sport? Peggio del peggio: non ho hobbies perché lavoro o mi godo la vita insieme a Gio (reazione “sbuffo”), non faccio sport ma sono discretamente in forma (reazione “sì, certo”). Per il cibo mi controllo un po’,e come una dilettante inciampo sempre nel motivare la mia attenzione nel non esagerare citando un inizio di bulimia in adolescenza (reazione “che disagio”).

A volte mi sembra di aver avuto un sacco di vite, incontrato un sacco di persone, fatto davvero un sacco di cose. Alcune pessime e alcune bellissime, importanti. Sono straripante di interessi e vivo di quelle che sono le mie passioni. Ma sono incapace nello spiegarlo, nello spiegare me.

Il risultato di una conversazione può spaziare dal disagio, al precariato, passando per presunzione mal celata alla menosità generica.

Insomma, bene ma non benissimo.😂

 

past winter

E per quest’anno direi anche basta con l’inverno.

E’ stato bello, intendiamoci, ma al 17 di aprile siamo anche a posto così. Freddo ne abbiamo preso e pure tanto e finalmente oggi il sole splendeva facendomi percepire la tanto attesa fine di quest’inverno.

Condivido qui un po’ di foto (ovviamente di Gio) per farvi un riassuntino, una sbirciatina dentro ad alcune giornate di questo mio inverno appena finito.

Ho sciato per la prima volta nella mia vita!

Abbiamo passeggiato, respirato, mangiato, bevuto e riso tra quelle montagne che diventano sempre più anche mie.

Gio ha fotografato, come fa sempre e come mi auguro che farà per sempre. ❤️

Abbiamo passato del tempo con amici e ci siamo rilassati.

Nelle ultime settimane, forse per più di un mese, ha piovuto tanto e il freddo mi ha sfinito. E’ stato un’inverno bellissimo, e ora sono strapronta per l’estate.

Angela

 

 

SHOP – comprARTI

Finalmente, dopo tanto pensarci e tante richieste, inauguro sul mio sito angelavarani.com lo SHOP online!

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Evviva!

E’ ancora in work in progress, MA per realizzare qualcosa, tante volte la partenza è la fase più complicata. E l’inizio è stato varcato!

Al momento, nello SHOP trovate le mie tele ORIGINALI e UNICHE dipinte ad olio.

Il tema di quelle tele è la musica live. Momenti di live. Musica.

Una parte della mia vita molto importante. Tutti quei quadri li ho iniziati la sera e dipinti nelle notti… perché quel live che racconto si vive in quelle ore.

Sono molto legata a quelle tele e pensare di separarmene mi fa tremare un po’ le mani… Ho rappresentato ciò che ho ricevuto dalla musica cercando di restituirne una sensazione. Ho dipinto le mie esperienze e le mie emozioni.

Notti di cd che giravano e odore di trementina.

Notti con il camice sporco e pennelli tra i capelli.

Notti.

Ma ho deciso, trovo che sia giusto “lasciarle andare”, lasciare che siano appese e lascare che qualcuno le possa guardare.

Presto nello SHOP troverete anche tanto altro!

Io vi tengo aggiornati e se vi fate un giro nello SHOP e avete feedback o richieste non esitate a scrivermi!

Come saluto, oggi vi allego il video di una serata in cui ho cantato e mi sono divertita molto. 😂

 

NOTA: nei titoli troverete la parola “FILL”… non è un’errore, ma un gioco di assonanza e una nerdata musicale:

“Nella musica moderna l’indicazione fill (dall’inglese “riempimento”), normalmente accompagnata dal nome di uno strumento: drum fillguitar fill e dall’indicazione di una durata in battute, viene notata su uno spartito per indicare l’esecuzione di un passaggio libero, normalmente improvvisato.”

 

stancARTI

A volte sono stanca.

Ho scelto dei lavori per cui devo dimostrare ogni momento, inventare, innovare, proporre… Cercare di essere sempre un passo avanti. Poi difendere il mio lavoro. Difendere me.

Produrre idee, “venderle” e realizzarle é un mestiere labile e instabile. E’ davvero un bel lavoro, ma a volte è difficile. A volte sono stanca.

E in quei momenti mi dico: “è lavoro”. E’ che avendo fatto di una passione il mio lavoro, ciò lo rende una parte grande della mia vita, anche se la mia vita in fondo, è anche un sacco di altre cose. Meravigliose, tra l’altro.

E lo so molto bene. E sono grata.

Ogni mattina mi sveglio e sono grata e mi sento fortunata.

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foto di Gio

In questo enfatico momento storico, dove sembra necessario avere anche uno stato d’animo estremizzato per sentirsi partecipi di qualcosa, a volte è difficile tenere il passo. Per dimostrare di avere un forte carisma, sembra sia necessario essere sempre super “presi bene” o super “presi male”… e a volte non riesco perché sono un po’ stanca. E non ho voglia di far finta, anche se questa scelta fa “vendere” meno il mio brand.

Nulla di grave, è! Un po’ di sana apatia. Qualche giorno in cui anche quello per cui abbiamo lottato e lottiamo non ci rende particolarmente felici. Ma nemmeno particolarmente tristi. E mentre mi sembra di essere circondata da finti supereroi, io mi sento solo una ragazza qualunque un po’ stanca.

Oggi vorrei solo essere altrove, magari a casa mia, con chi amo, con una bella tisana tra le mani, a guardarmi magari una serie su Netflix. Così, mi piacerebbe vivere questa leggera apatia odierna…

E invece…

Rimando a stasera gli abbracci, ma l’idea di riceverli mi fa già sorridere di gioia.