viaggiARTI

Dall’ultimo articolo sono successe un botto di cose…

Sì, mai più una pausa così lunga! Ma spesso devi scegliere se fare o raccontare, perché le ore di una giornata son sempre e solo 24. Era il momento di fare, di vivere.

I miei lavori procedono dandomi grandi soddisfazioni in certi casi, delusioni in altri e creando dilemmi esistenziali in altri ancora.

Ma oggi e qui vi racconterò di come ho iniziato il mio settembre stretta a Gio, in sella ad una moto in direzione Toscana.

Il giorno della partenza pioveva, ma noi preparati a tutto (brandizzati completamente Tucano Urbano) ci siamo vestiti da pioggia, e via. A mie spese ho scoperto che uno zainetto, se pur piccolo, con le vibrazioni alza il giubbino scoprendo tutta la schiena. 😑 Me ne sono accorta dopo un’ora… fradicia.

Tra le cose belle della moto è che con l’aria ti asciughi presto.

In poche ore siamo arrivati a Riomaggiore. DA TOGLIERE IL FIATO. Era la mia prima volta nelle Cinque Terre. Ogni scorcio è un quadro. I colori delle case, la roccia, lo strapiombo su un mare di un blu così intenso da farti perdere. Gio aveva prenotato (con Airbnb) la camera più bella e nella posizione migliore di tutta Riomaggiore. colazioni e aperitivo alla finestra, accarezzati dallo scroscio delle onde infrante sotto di noi. Un cielo che per essere all’altezza del panorama ha fatto davvero magie…

Un pomeriggio abbiamo preso il trenino e abbiamo visitato gli altri paesi delle Cinque Terre. Abbiamo cenato nella terrazza coperta del ristorante Rio Bistrot, guardando il mare tormentato. ANDATE A MANGIARE DA RIO BISTROT! Sono serissima, andate! Tutto buonissimo, ma la pasta con pesto di pistacchi, bottarga e scampi crudi… non ve lo so trovare un aggettivo per questo cibo degli Dei. Andate e mangiatela.

Passati un paio di giorni, abbiamo ripreso il Guzzi e ci siamo rimessi in viaggio. Tappa per il pranzo a Talamone a La Locanda dei Mille dove i salumi erano davvero buonissimi. Passeggiata lungo le Mura fino alla Rocca aldobrandescada che ospitò alcuni volontari che s’imbarcarono per la spedizione dei Mille. Infine, il nostro tipico giro lungo il molo fino al Faro e di nuovo in sella sulla SS1, la via Aurelia.

Arrivati a Porto Ercole abbiamo lanciato letteralmente le borse in appartamento e siamo volati al mare.

…come faccio a racontarvi 5 giorni di mare stupendo, tramonti, cene, strade che in moto diventano una parte del tuo cuore… Fermarci, abbracciarci… Respirare anche con gliocchi per tanta meraviglia. Gli sterrati col V7, la polvere e stringermi fortissima a Gio…

Ogni istante resterà con me per sempre. ❤️

Ma parliamo di cibo.

a La grotta del Pescatore abbiamo mangiato bene, non benissimo, ma il vino. Il vino sapeva di sudore. Giuro. Da non ripetere.

Da Luca, nel suo Le Plaisir Du Vin, l’esperienza enogastronomica è stata davvero interessante e ottima. Non a buon mercato, è vero, ma abbiamo mangiato piatti davvero particolari e ricercati.

Vi segnalo positivamente anche l’Alcina Hostaria, dove abbiamo dovuto prenotare tipo il giorno prima per mangiare alle 10 della sera dopo (pazzesca l’affluenza in questo ristorante con una ventina di coperti), ma ce l’abbiamo fatta e abbiamo mangiato davvero bene! L’antipasto micsto consigliato dallo Chef è stato un percorso di sapori ottimo.

Per gli eventuali take away, vi consiglio il Sandwich Club e se optate per la pizza da Grano è buonissima.

Di tutte le spiagge ho preferito quelle rocciose, dove l’acqua realizzava opere d’arte pazzesche. La minicrociera sull’Isola del Giglio e Giannutri ci ha regalato una giornata perfetta. Tuffarci dalle rocce, guardare i pesci con le maschere, arrampicarci per risalire. I riflessi del sole sulla nostra pelle, i sorrisi. Il risotto ai frutti di mare e il fritto misto (sì ho fame e parlo continuamente di cibo, ok?!) durante la navigazione, seduti tra gli anziani e una coppia straniera. Il mio tentativo di parlare francese, mentre Gio come sempre a suo agio tra i vecchi, tentava di aiutarmi, ma in inglese. Le risate.

Poi nel tardo pomeriggio il rientro. Il giro completo dell’Argentario, le stradine sterrate a strapiombo sul mare, nessuna protezione. Fermarci per ammirare il tramonto da un punto del mondo solo nostro. La perfezione. La felicità. La pace.

Dopo alcuni giorni, con il pieno di meraviglia, abbiamo ripreso il nostro viaggio. Direzione Siena. Una mattina tra i sui vicoli che sfociano nella famosissima piazza. Dicese e salite in uno spiazzo davvero immenso. Per il pranzo abbiamo optato per fermarci, poi, a Colle Val d’Elsa a L’Antica Trattoria dal sciur Enrico. OTTIMO. Dai salumi, alla trippa che non  mangiavo da 1000 anni ai secondi di carne. Non economico, ma ne vale la pena.

A San Giminiano abbiamo alloggiato alla Fattoria Voltrona, un posto bellissimo immerso nelle colline toscane, con piscina, cavalli, un ristorante panoramico, dove mi son ripromessa di tornare per rivedere con un po’ più di calma sia Volterra che San Giminiano dei quali posso solo dire: belli e l’aperitivo buono. 😉 Ah, ve la do comunque una dritta: Porgi l’altra Pancia nel centro storico di Volterra. E’ tra un’enoteca e una gastronomia; noi abbiamo fatto un ottimo aperitivo e abbiamo comprato un sacco di cose, dall’olio, ai dolci.

E poi il giorno del ritorno è arrivato. Ancora pioggia, fino a Firenze, ma questa volta sono arrivata tutta asciutta.

Che vacanza! Scrivo scuotendo la testa perché è stato davvero un viaggio perfetto.

Chi di voi volesse fare un viaggio e prenotare come abbiamo fatto noi con Airbnb può avere 25€ di sconto cliccando ⇒QUI⇐ .

Qui il video emozionante realizzato da #giovaife

Grazie ovviamente a Gio per la sua solita organizzazione impeccabile, per essere esattamente così com’è e per le foto che ci ricorderanno sembre la bellezza vissuta in questa vacanza.

Più riassunto di così era impossibile.

Angela

 

 

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rottamARTI

Mi è caduta la marmitta della macchina.

Ma non nel senso che si è sganciata o ammaccata, è caduta. A terra.

Ero in salita ferma a un semaforo e non ho dato molta importanza ad un botto che ho sentito dietro. Ops 😬 Stavo ascoltando la musica, cantando a squarciagola as usual. Poi è scattato il verde, colpo sull’acceleratore e per un secondo mi è sembrato di essere su una Bugatti Veyron. Per un secondo solo però, 😑 perché poi la macchina si è mossa a fatica sfiatando fumo…

Quattro frecce, insulti da chi avevo dietro e scendo.

Vado verso la marmitta, mentre un signore anziano si avvicina con un fazzoletto di carta in mano pensando di spostarla…

< Salve signore, io non so molto di macchine, ma secondo me potrebbe essere calda, non la toccherei… >

Lui mi da retta, desiste col fazzoletto, e decide senza conultarsi con me di provare con un piede. La calcia senza darmi un preavviso… <…ma checcazz…> e la marmitta si sfalda. A pezzi… ormai era solamente qualche foglio di ruggine e basta.

15 anni e 210.000 Km.

Ho voluto molto bene alla mia 206 e devo ammettere che si è comportata davvero bene in tutti questi anni. Avevo già deciso che avrei dovuto cambiarla a breve perché iniziava ad avere degli acciacchi e non era più un mezzo sicuro al 100%… Molto bene, “a breve” è arrivato.

Quindi eccomi a cercare e dover decidere per una macchina…

…ok, in realtà sta facendo tutto Gio, so che non c’erano dubbi, ma io non ci capisco nulla! È l’uomo più risolutivo che io abbia mai conosciuto.

Lui valuta, mi propone soluzioni e io dico la mia argomentando con motivazioni ridicole e poco (molto poco!!! 😎) pertinenti e contestualizzate!

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Gio ha davvero tantissima pazienza. Sappiate che lo so. E soprattutto so di essere fortunata, la più fortunata del mondo.

Ce la faremo!

Angela

 

 

buttARTI

Quest’ultima settimana, dopo le ferie, ho ripreso a lavorare. Ovviamente e giustamente.

Sto terminando le illustrazioni per PHO e non vedo l’ora di mostrarvele! In più sto iniziando a pensare ad un nuovo progetto disegnato, ma sono ancora in fase di elaborazione idee e soprattutto devo capire quale struttura impostare perché non sia una cagata pazzesca… perché ci vuole un attimo a trasforamare una buona idea in un fail.

Quindi sono tornata a essere oberata di cose da fare. Belle e bellissime, ma pur sempre parecchie.

MA.

Una delle cose più importanti che mi ha insegnato Gio è quella di sapersi anche prendere dei tempi e delle pause nelle quali vivere. Costruire momenti e giornate super è senza ombra di dubbio una sua skill. Qualsiasi cosa lui tocchi diventa oro.

Sabato mi ha proposto una gita in Val Verzasca, in Svizzera. 😍

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In tarda mattinata Gio ha iniziato il suo Vlog e siamo partiti. Andare con il Guzzi è sempre di una bellezza… La moto mi rilassa e mi schiarisce le idee.

Tappa all’esselunga per procacciarci del cibo, e poi ancora in strada

Arrivati a Lavertezzo, nel Canton Ticino, abbiamo parcheggiato in uno spiazzo sulla strada e siamo scesi al fiume. Non vi dico che paesaggio! L’acqua di un punto di blu che per me era sconosciuto. Tra le rocce liscissime e di un grigio rassicurante abiamo trovato un posticino tutto per noi.

Gio si è voluto tuffare subito, mentre io, per potermi godere a pieno quel meraviglioso posto, come prima cosa ho dovuto mangiare… 😂ahahah! Lo so sono molto romantica… ma erano le 14.30! Io sono come i bambini: quando ho fame non capisco più una cippa.

Abbiamo passato lì qualche splendiada ora facendo i minchioni in acqua… gelata, no, davvero… non potete capire quanto! Ma pazzesca.

Un paesaggio con dei colori “che ciao”… la natura di suo ha davvero molto, MA MOLTO, più senso estetico della maggior parte degli esseri umani.

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Foto e Video di #Giovalife

A una certa, abbiamo fatto su baracca e burattino, abbiamo pulito tutto (oh, mi raccomando dai, quando andate nei posti, in qualsiasi posto, non lasciate sporco e immondizia in giro! 🙏🏻🙏🏻🙏🏻) e siamo risaliti in sella al V7 per rientrare a casa.

Nello scendere ci siamo fermati ad un ponte che avevamo intravisto all’andata. Il ponte dei Salti, che oggi scopro essere molto conosciuto e anche al centro di alcune polemiche dovute proprio all’aumento dei turisti (sempre perché troppo spesso irrispettosi, mannaggia!)

<Mi tuffo>

<No dai Gio… no no no no no>

E si è tuffato. SI E’ TUFFATO da quel ponte altissimo, così alto che a me dava vertigini solo a percorrerlo.

Il tuffo era sicuro, l’acqua sotto molto profonda e diversi ragazzi si sono buttati. Vedendo che anche se alcuni si tuffano veramente nei peggio modi e ne uscivano comunque indenni, mi sono convinta che evidentemente non era un’altezza da considerarsi pericolosa. Detto questo, poi buttarsi è un’altra cosa. Io non riuscirei a farlo nemmeno se mi pagassero.

Io sono stata giù con il telefono per cercare di riprendere il tuffo e Gio è salito sul ponte. QUARANTA lunghissimi minuti in cui lui decideva il da farsi e io giù a capire come smettere di tremare dalla paura.

In quel lasso di tempo ho: pianto, ho avuto un inizio di attacco di panico, una lieve aritmia, alcuni scompensi cardiaci, poi ho pianto ancora un po’ e poi si è buttato mentre io inquadravo accazzo… insomma il tempo è volato quasi senza accorgermene. 😑

Poi ha saltato. E quando ha saltato io ho vissuo la stessa sua apnea fino a quando non ha toccato l’acqua. Credo che questo sia una buona sintesi dell’amore. Poi è uscito e io, invece di abbracciarlo felice per l’impresa, gli ho tenuto il muso 10 minuti perché mi ero preoccupata… e questa è una buona sintesi di un rapporto di coppia tra uomo e donna! 🤣🤣🤣

Spritz dalla Vecchina a Moltrasio, cena a casa con Marianna e Stefano e abbiamo concluso la giornata con una birretta da Pino a Erba.

Che giornata! CHE GIORNATA! 😎

Angela

Romagna… Romagna miaaa…

Riassumere dieci giorni di vacanza in un articolo sarà davvero un’impresa. Un po’ perché quando sono felice tendo vagamente ad essere prolissa, e un po’ perché avrei talmente tante cose da scrivere che non so da dove iniziare!

Nel dubbio partirò dall’inizio… mi sembra una buona idea… 🤣

Siamo arrivati venerdì sera, il tempo di sistemar due cose e andare a dormire. Viaggiare con il fresco, o almeno senza 82.000° non ha prezzo.

Il primo obbiettivo dell’indomani era PIADINA CRUDO E SQUACQUERONE.

Biciclette vintage ed espressione soddisfatta, ci siamo quindi diretti verso LA piadineria. Da Chiara e Sergio a Lido Adriano (RA) si mangia la piadina più buona della vita. Va provata, non potrei scrivere nulla che possa rendere l’idea… ho l’acquolina solo a ripensarci.

Poi SPIAGGIA, SOLE, MARE. Ho sentito per tutta la vita denigrare il mare nella riviera romagnola, ma vi dirò, il mare era proprio bello invece.

La sera siamo andati al cinema a Ravenna a vedere Transformers 5. No. No. No. Non mi è piaciuto. Ci siamo poi rifatti qualche sera dopo con SPIDER-MAN: Homecoming… bellissimo!

…temo che fare un racconto temporale passo per passo non sia una ottima idea… avrei tanto voluto il dono della sintesi per queste situazioni!!!

La minicrociera (in giornata) di domenica “dalla Romagna alle Marche” sulla Motonave New Ghibli, con pranzo a bordo è stata una gita bellissima. Il menù consisteva in un risotto ai frutti di mare e un fritto di pesce con patatine. Tutto ottimo e, nonostante il “mare grosso” (pare si dica così), non ho vomitato nulla ed è stato divertentissimo! L’aria sul viso, in mezzo al mare da una sensazione di grande libertà. Nella tappa a Rimini io e Gio abbiamo passeggiato nel Parco Federico Fellini e ci siamo fatti una pennichella su una panchina.

A Marina di Ravenna l’atmosfera del porto è magica. E’ come se fosse un piccolo mondo a se. La passeggiata al tramonto fino al Faro è stata super e anche quella diurna sul lungo molo turistico. Abbiamo “scoperto” il Riesling, un ristorante caratteristico con una eleganza e un design semplice e riuscitissimo dove abbiamo mangiato benissimo e siamo stati serviti da un personale dinamico e piacevolissimo. “isiim, issimo, issimo”. Se vi capita di andare, mangiate le cozze alla marinara.

Se invece amate il fritto, l’Osteria del Fritto a Cesenatico resta il top del top del sogno ☺️. Mi raccomando, ordinate anche le patate, sono a rondelle con la buccia e soprattutto sono pazzesche. Anche le “poverazze” (che ho scoperto essere le vongole) e le cozze sono strepitose. Il ristorante si affaccia sul Porto-Canale realizzato nel 1500 da un progetto di Leonardo Da Vinci. La sera in cui siamo andati noi hanno fatto anche i fuochi d’artificio… che cosa vi devo dire, magia.

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Un giorno, non vi saprei dire quale, abbiamo visitato i mosaici più belli del mondo (e non è che lo dico io, sono patrimonio dell’UNESCO) a Ravenna. Con un solo biglietto (€ 9,50 l’intero) abbiamo ammirato il Mausoleo di Galla Placidia, il Battistero Neoniano, il Museo Arcivescovile (la Cappella di Sant’Andrea e la Cattedra d’avorio),  la Basilica di Sant’Apollinare Nuovo e la Basilica di San Vitale.

Inoltre Ravenna è bellissima e pulitissima… e c’erano anche i saldi, che fai non te le compri anche due cose?

Oddio… ci sarebbero così tante cose d raccontare… concluderò con la pasta alle vongole più buona che sia mai esistita. Peccato non potervi consigliare dove andare a mangiarla. La pasta alle vongole della vita è la nostra.

Una mattina Gio ha messo la sveglia alle 5.45 e siamo andati in spiaggia. Aveva appena albeggiato e la spiaggia con gli ombrelloni chiusi e il mare pacato erano illuminati da un timido sole appena sveglio. Per quasi due ore abbiamo raccolto le vongole sulla battigia…

Insaporite con aglio, prezzemolo e amore sono state il condimento per gli spaghetti più buoni di sempre.

Tutte le foto, meravigliose come sempre, che vi raccontano molto più di quanto abbiano potuto fare le mie parole, sono ovviamente di Gio ❤️.

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A presto.

Angela

 

ritrARTI

I ritratti sono una felice costante nelle mie commissioni.

E vi ringrazio. 😊 Spesso sono regali, altre volte ricordi e alcune volte mi vengono anche richieste delle modifiche a tema per giochi o scherzi per occasioni speciali. Per farvi un esempio di una commissione un po’ inusuale… una volta ho disegnato il piano americano di una signora col marito vestiti da elfi di Babbo Natale perché avrebbe utilizzato il file per i biglietti di auguri… temo che il marito abbia scoperto l’idea solo al momento della stampa dei biglietti… SORPRESA!🤣

Ho disegnato tantissimo anche me stessa. E spesso sono stata presa per una gran vanitosa. Magari è un po’ anche vero, non saprei, ma principalmente ho disegnato tanto me perché avevo bisogno di copiare. Di migliorare la tecnica e addolcire l’esecuzione.

Espressioni diverse, posizioni, movimenti. La maggior parte dei miei autoritratti erano principalmente esercizi. Mi sono disegnata così tanto da avere poi il timore di trasformarmi io in un’illustrazione.

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Poi ho disegnato amici, familiari, passanti. Chiunque insomma. 😂😂😂

Ritratti commissionati li faccio da sempre, ma anni fa lavoravo con i colori ad olio su tela ed era un po’ diverso. Un po’ tanto in realtà. Era un copiare fedelmente e nel modo più realistico possibile la foto che mi veniva richiesta.

Poi mi sono detta che volevo metterci più del mio… ho pensato che in un certo senso potesse essere più prezioso avere una “visione personale” piuttosto che una copia.

E così negli ultimi anni, in effetti, mi viene richiesta la mia visione della foto.Riproduco la mia elaborazione di come vi vedo io. Non sono certa di sapermi spiegare bene…🤔 con le parole non son proprio cintura nera…

Cristina Di Canio della SCATOLA LILLA

Giusy, Riccardo, Cristina e Alessandra

Manu Dolcenera e Teresa D’Alessandro

Gio

Gio

La Connie e famiglia

Sono davvero sempre molto felice che mi venga affidata tutta questa fiducia. Mi sento lusingata di far parte di momenti, pensieri e ricordi speciali.

Spesso mi è capitato di essere chiamata per eventi speciali a disegnare dal vivo. Feste aziendali, eventi, matrimoni… Sono andata anche alcune volte a disegnare a LA DOMENICA SPORTIVA su Rai2 a ritrarre personaggi sportivi!

Kaleidotour 

Chef On High Heels  | Italian Eye | Lilly Vanilli |

 

A “La Domenica Sportiva”

E i ritratti sulle T-Shirt? Pensate me li faccia mancare? Per questo ho cercato una soluzione speciale, per cui ho scelto di dipingere con colori appositi (ovviamente) direttamente sul tessuto in modo da non avere una maglietta stampata, ma un pezzo unico. L’idea di indossare un pezzo d’arte trovo che sia una cosa preziosa.

…questo articolo alla fine è venuto un po’ lunghino… scusatemi.

Continuerei a raccontarvi di questa parte del mio lavoro che amo e che mi fa sentire vicinissima a tutti voi e non smetterei di allegare foto…

Mo, ok, la pianto. 😎

Sul mio sito trovate qualche altra foto nella sezione del portfolio dedicata: “RITRATTI“.

Ad ogni modo, per qualsiasi informazione o richiesta non esitate a scrivermi qui o si angela.varani@gmail.com, sarò felicissima di disegnare voi e chi amate.

Buona serata

Angela

 

portARTI al lago

Nelle ultime settimane ho lavorato tanto.

Il progetto per PHO mi sta coinvolgendo tantissimo e lo sto portando avanti con grandissimo trasporto! 😍

Prestissimo saprete e vedrete i risultati illustrati di questa collaborazione!

In più, come molti di voi sanno già, lavoro anche come Set Designer/scenografa e anche sabato ero sul set. Dalle 7.30 di mattina.

Potete immaginarvi la mia faccia quando sabato sera mi han detto che domenica, nell’unico mio giorno libero, davano pioggia. Dopo almeno 15 giorni di caldo e sole… provate ad immaginare la mia faccia… 😑

IO |modalità sconforto duro ON|:

<Gio, non so come puoi fare, ma fai qualcosa… TI PREGO! (sigh sigh 😭😭😭) Domani, domenica, non deve piovere… #perfavore #perfavore… 😬😬 parla con chi devi parlare, portami dove vuoi, ma in quel posto lì dove mi porterai ci deve essere bel tempo!>

… non sono una persona semplice 😂😂😂, lo so 🤣🤣.

Ha piovuto, tempestato (!!!) la mattina e poi… non so come abbia fatto, ma Gio c’è riuscito! Una giornata bellissima!

A metà mattina, insieme a due amici, Stefano e Marianna, abbiamo deciso di andare sul tanto amato Lago di Como, a Dervio. Il “pretesto”: “STREET FUD” sul lungo lago.

Clima perfetto, vista mozzafiato e ottima compagnia hanno reso la giornata fantastica.

Sì, ok, ha fatto il suo anche l’aver mangiato per tutto il tempo. Lo stand del fritto l’ho amato… un fritto di pesce pazzesco!

Giornate così sono preziose e io cerco sempre di farci caso per poterle apprezzare come meritano.

…che le foto sono di Gio è sottinteso, vero? 😍

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Ora scappo in doccia, al prossimo martedì… che magari vi racconto qualcosa di lavoro, se non sembra che son solo in giro a cazzeggiare.

Invece lavoro molto, giuro.

Buona serata

Angela

 

 

 

cucinARTI qualcosa

Oggi vi parlo di cucina.

Il fatto che mia nonna facesse la cuoca ha sicuramente contribuito alla mia “formazione” in cucina… anche se credo che il fatto che fosse una maschilista convita abbia influito di più. 😑

Come credo di avervi già raccontato sono nativa di un piccolo paese dei colli piacentini, Lugagnano val d’Arda. Come abbastanza comune nei paesini e agli occhi delle nostre nonne, la figlia femmina aveva (forse oggi un po’ meno… spero) come compito principale di vita, quasi una missione (😨), di diventare una buona donna di casa e moglie. E no, non ho settant’anni! DOVEVA, di conseguenza, essere anche una buona cuoca.

A mia nonna è andata abbastanza di culo, perché a me piaceva da morire stare in cucina con lei e imparare a cucinare, quindi non ha mai avuto nessun tipo di resistenza da parte mia nonostante non fossi d’accordo al 100% con lei sulle motivazioni principali che la spingevano ad insegnarmi.

Da buona piacentina, oggi condivido con voi una ricetta tipica:

turtei cun la cua 

Prima un piccolo accenno storico, che fa sempre la sua porca figura durante la cena.

Pare che Francesco Petrarca, nel 1351, andò a far visita a Bernardo Anguissola, feudatario dei Visconti. Per questa occasione le cuoche del castello fecero in suo onore una pasta ripiena, i tortelli, appunto.

I TURTEI CUN LA CUA (tortelli con la coda) sono fatti con una pasta all’uovo sottile e intrecciata, chiusa con una coda. Solitamente vengono serviti con burro e salvia (i miei preferiti), o con un sugo ai funghi. Poi, a concludere, grana come se non ci fosse un domani.

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

Per la pasta
400 gr di farina
2 uova
Sale q.b.

Per il ripieno
un pugno di spinaci
50 gr di Grana padano DOP
200 gr di ricotta
Un uovo (solo il tuorlo)
Noce moscata, sale e pepe

Per il condimento
Una noce di burro
Qualche foglia di salvia
Formaggio Grana grattugiato

Procedimento
Lessare gli spinaci e scolarli bene, strizzandoli anche con le mani e poi tritarli.

Unire gli spinaci alla ricotta, all’uovo e aggiustare con sale e noce moscata. Non siate avari di noce moscata, mi raccomando.

Per la pasta, disporre la farina a fontana sul tavolo (in alternativa, io, per sporcare meno la tengo in una ciotola grande). Al centro mettere le uova, un po’ di acqua tiepida e un “spisigon ad sal” (un pizzico di sale), come avrebbe detto mia nonna.

IMPASTARE.

IMPASTARE. 😏

…la pasta, più la si lavora e più diventa elastica e resistente…

QUINDI, IMPASTARE. 😎

Tirare la pasta  fino a farla diventare sottilissima e formare delle strisce da una decina di cm circa per poi formare dei quadrati 5x5cm circa. Al centro di ogni quadrato disporre un cucchiaio di ripieno. Dopo aver piegato lo spigolo superiore, iniziare ad intrecciare la pasta: tirando i lati del quadrato verso il centro, intervallando destra e sinistra.

In questo VIDEO si vede bene… è più facile a farlo che a spiegarlo!

 

Lessare i tortelli in acqua salata considerando che la pasta fresca cuoce in un attimo, e poi servirli con del burro fuso e alcune foglie di salvia. Grana grattuggiato per chi lo gradisse e il piatto è pronto.

Come vino abbinerei un Gutturnio… o anche un Barbera.

Se ve lo imbottigliate voi è ancora più buono… per dire…

ALTERNATIVA NO “SBATTI”:

Nel caso in cui non aveste voglia di prepararli, potete andare ad assaggiarli (oltre che praticamente in un qualsiasi ristorante del piacentino) alla Festa del tortello a Vigolzone (PC), ogni anno a luglio. Nel link trovate tutte le indicazioni.

MA se invece pensate di cimentarvi nella preparazione, aspetto foto e feedback! 

Buona serata

Angela

 

 

 

 

 

 

cARTolina dal passato

Potrebbe essere il 1964…

Mentre il mondo è ricco di fermento culturale, mentre i Beatles spopolano in Inghilterra e in Italia è l’anno di Gianni Morandi (ancora ingnaro del suo featuring con Rovazzi 🙏🏻 nel 2017), mentre le persone scendono in piazza per lottare per i propri ideali, io faccio la pittrice.

Il mio atelier di pittura è situato in una traversa di Notting Hill. Faccio anche la cameriera, perché si sa, a campare d’arte si fa una gran fatica da sempre!

Ho una vita bella perché faccio quello che amo e ho diverse commissioni. La maggior parte sono tele di grandi dimensioni. Dipingo ad olio, per lo più, ma amo anche sperimentare tecniche più materiche.

L’odore della trementina che m’impregna la vita, me la pulisce anche.

Qui sono una straniera, ma a pensarci bene, forse in fondo, sono una straniera ovunque. È una condizione un po’ stancante, ma di certo ti obbliga a stare sul pezzo. Adoro viaggiare.

Gli anni ’60 sono all’insegna dell’ottimismo e delle possibilità.

SWINGING LONDON, si chiama così no?

Amo le minigonne e i foulard. Amo il trucco degli occhi allungato e la libertà di poter essere ciò che sono.

Quello che facciamo dice chi siamo. E io, anche nel 1964, disegno. 😉

cinema – raccontARTI Wonder Woman

È vero, sono stata al mare in Romagna. Spiaggiata per quattro giorni.

Ma non scriverò questo articolo raccontandovi il mio sanissimo far niente mettendo due foto delle mie chiappe al sole… non ho poi tutto sto tempo di star su photoshop oggi! 😂😂😂 Ahahahahahah! 😂😂😂 …scherzo è, qua non ci si photoshoppa!

Comunque, farò molto peggio in questo articolo.

Tra un tuffo e una piadina siamo andati al cinema a Ravenna a vedere Wonder Woman, e qui a seguire la mia personalissima recensione poco ragionata.

🤔

Sabato sera al cinema eravamo in quattro gatti perché almeno l’80% degli italiani seguiva la partita di calcio. Preso posto, ci siamo “ciucciati” giusto quei 20 minuti di trailer e pubblicità (maledetti 😑) e poi finalmente ecco  l’inizio del film. Il mio solito e tipico “SSSSSSSSSHHHHHHH” imbruttito che mannaggia al popolo di maleducati che viene al cinema e chiacchiera e chatta… 📣 ve lo BBBuco il telefono! 😤

Ma son pur sempre una signora, quindi sono bastati un paio di innervositi “ssssh” per ottenere silenzio.

Wonder Woman

Nel 1941 William Moulton Marston, consulente e fumettista della DC Comics , ispirandosi alla moglie Elisabeth e a Olive Byrne con cui aveva un rapporto poligamo (😳), creò Wonder Woman. Una supereroina per compensare i supereroi maschili come Superman e Batman.

Una curiosità è legata ai bracciali indossati dalla supereoina. Sono in argento e realizzati con i resti dello scudo di Zeus e a uno verrebbe da pensare che possano renderla ancora più forte. E invece no. 😬 I bracciali proteggono i nemici dalla sua forza SPRUPURZIUNATA (cit.), infatti in un fumetto, per combattere contro un Dio se li toglie diventando invincibile.

Poi, voi sapevate che c’è stata una rivolta delle femministe che volevano che le Amazzoni non fossero depilate? Quando l’ho letto ho riso forte, devo ammetterlo. 🙏🏻

Ma veniamo al film.

DSC_1100-01Gal Gadot, classe 1985, è una gran figa. Possiamo dire mille cose, aprire dibattiti, dire che ha delle brutte mani, ma rimane sempre una gran figa.

Cintura nera di karate, attrice, modella, super sportiva a livello agionistico, a 19 anni Miss Isralele e a 20 istruttrice di combattimento presso le Forze di Difesa Israeliane, (anche per questo le è stata assegnata la parte di Wonder Woman) che cosa le vuoi dire?

Brava.

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Il personaggio che mi è piaciuto di più e che ho trovato più interessante, è tuttavia quello del capitano Steve Trevor, interpretato da Chris Pine; il pilota che precipita nel mare e che viene salvato da Diana (nome umano di Wonder Woman) figlia di Ippolita, regina delle Amazzoni. Insieme a lui, la nostra eroina, decide di lasciare l’isola natia per andare a salvare il mondo dalla Grande Guerra.

Ho trovato alcune scene esagerate, altre un po’ scarne di sviluppo narrativo e visivo.

Trevor ha la missione, apparentemente fondamentale per la salvezza del mondo minacciato dai tedeschi, di portare a Londra un taccuino che è riuscito a rubare ai tedeschi. Tale libretto contiene gli appunti sulla creazione di un’arma di distruzione di massa della dottoressa Isabel Maru, detta dottor Poison. Portarlo a Londra è di vitale importanza!

Ce la fa, arriva a Londra, lo consegna all’intelligence, non lo caga nessuno e del taccuino non se ne parla più. 🤔Comodamente scritto in una lingua tra il turco e il sumero, incomprensibile per molti ma non per tutti: Diana gli da una letta veloce, lei che sa le lingue, e informa i presenti che sono appunti di formule.

A posto così.

Poi mi ha fatto un po’ strano una scena nella quale si vedono civili dietro una trincea. Fermi da giorni, impossibilitati ad avanzare causa tedeschi dall’altra parte. Qui Wonder Woman s’incazza “ci penso iiiiiiio!” Affronta i nemici… una manciata di soldati 😑… forse però fortissimi? 🤔 No. Li batte al volo e il film prosegue.

Io però non sono un’intenditrice, ci tengo a precisarlo… ho letto recensioni bellissime e bellissime parole sulla regia di Patty Jenkins.

E comunque mi è piaciuto. Lei perfetta, i costumi pure. Non mi ha convinto al 100% la “scrittura” (non so se si dice così) però la mia opinione è comunque positiva perché qualcosa mi ha lasciato. E l’ho dimostrato il giorno dopo, in mare, con l’acqua a mezza coscia, quando ho gridato a Gio: “SCUDOOOOO” tentando di usarlo come trampolino per un tuffo. Avete presente quei dalmata di ceramica che andavano tanto di moda nell’arredamento anni 90? Ecco, quello è un buon esempio per spiegarvi la mia eleganza, agilità e leggiadria nel tentativo. 😑

Buona serata

Angela